Trans-portello
Maggio 1, 2008Il Centro Francescano di Ascolto di Rovigo ha finalmente inaugurato uno sportello di ascolto per trans. Il Polesine ringrazia. Ronaldo in primis. San Francesco, per parte sua, si volta nella tomba.
cooperatores vanitatis
Il Centro Francescano di Ascolto di Rovigo ha finalmente inaugurato uno sportello di ascolto per trans. Il Polesine ringrazia. Ronaldo in primis. San Francesco, per parte sua, si volta nella tomba.
Molta gnocca e gran can can stamattina in piazza Monte Citorio. Le matricole, puntualissime, hanno fatto il pieno di omaggi. Mogli, figli e amanti al seguito, nuovi e vecchi onorevoli hanno baciato la ribalta, sorridendo a più non posso, nonostante la nebbia salisse lenta dietro a uno stuolo di camicie verdi soggiunte ad acclamare i propri beniamini.
Fra i primi a presentarsi Bitonci e Munerato – santi subito. La neo-eletta di Lendinara, in sobrio tailleur nero, era accompagnata dal marito - rimasto ad attenderla davanti alla Camera sigarette alla mano. Fra gli altri, si son lasciati coccolare dai curiosi il ciellino Vignali, tutto sbarbato, Boccuzzi, sempre più biondo, Martini, scollatissima, Lo Moro, con prole, Meloni, la ministra che noi tutti vorrem, Brunetta, con stangona, e, ovviamente Calearo, mai senza occhiali. Interdetti, Binetti e Pezzotta commentavano assieme la pacifica avanzata del nuovo. Che spettacolo! Di intellettuali, comunisti e altri musi lunghi neanche l’ombra. Vuoi vedere che è iniziata la terza Repubblica?
Roma. Anziana arranca al centro del marciapiede. Il giovane che guida gli imbottigliati sbuffa, borbotta, sbatte il tacco, schiarisce al voce. Invano; l’anziana non fa strada, almeno fino a quando il giovane non dice: “Signora, si se leva dar cazzo io vado a lavorà, così poi le pago la pensione.”
Un bravo prete si vede da tante cose. Un bravo parroco soprattutto da come legge gli avvisi - in questo senso don Lucio (Chiesa degli Eremitani, Padova) si è davvero superato.
Cara Isabella, ti scrivo per dirti quello che io e “molti pensano in silenzio”. Ci siamo conosciuti ai tempi di Rai Utile, io ti telefonavo e tu sempre puntualissima… e poi, ancora più puntale nella mia casella e-mail, facevi e fai capolino con avvisi sulle prossime uscite, sulle presentazioni, sui book party e su ogni manifestazione organizzata dalla casa editrice per la quale, cara Isabella, egregiamente lavori. Dico davvero.
Cara Isabella, non pensare, se ti telefono sempre meno, sì e no una volta ogni tre mesi, che non ti abbia a cuore. Anzi, immagino, pur con un po’ di gelosia, che come me ne conoscerai a centinaia, che anche a loro manderai le e-mail che mandi a me e che, come me, non li avrai mai visti in faccia.
Immagino inoltre, cara Isabella, che tu sia bella, appunto, e felice e sposata e madre - benché non mancherei di averti a cuore qualora fossi racchia e triste e zitella e sterile.
Ora consentimi, però, e in virtù del nostro rapporto immaginario, di dirti quello che io e “molti pensano in silenzio”: cara Isabella, non mandare più altre e-mail come quella di oggi:
Abbiamo stravinto.
L’orribile “Veltrusconi” non s’ha da fare. L’Udc porta in Senato praticamente solo Cuffaro - i valori non sono in vendita, specie se li hai già venduti tutti. La Lega bissa i precedenti, il tutto a vantaggio del PdL “ma anche” a scapito di chi, nel PdL, soprattutto in Veneto, vedi Galan, ha schiaffato in capo alla lista i suoi guardiacaccia. Faccia ammenda.
Segnalo due delicatissime quanto brevi recensioni del mio breve contributo all’antologia Viva Las Vegas.
Senza sogni e senza idee. Così è stata la campagna elettorale - levati i capitoli VII e VIII del libro di Tremonti e la pazza lista dell’Italy’s most operatic and mercurial intellectual provocateur. Pel resto sbadigli, promessucole ed eclissi degli impresentabili. Al final, le raccomandazioni: “un solo segno, un solo simbolo.” Sì, ma dove?
Venerdì sera, presso il Bloom, che sarebbe un localino dietro piazza Navona, Luciano Ciocchetti, che sarebbe il candidato al Campidoglio dell’Udc, che sarebbe il partito di quelli che i valori non sono in vendita, brandendo un microfono ha stoppato il dj e invitato i convenuti a votarlo per “cambiare Roma veramente” e pure pel fatto che la serata era “offerta”.
Liberazione è un giornale così che cheap che più cheap non si può, difatti oggi un tale con tanto di pettorina fluorescente ne spargeva copie gratuite in piazza dei Cinquecento. Avutane una in mano, datale una scorsa, ci ho trovato un pezzo firmato Roberta Ronconi a proposito del film Juno, recensito con penna decisa quanto è deciso lo zoccolo di un mulo. Dell’encomiabile intervento menziono solo un rigo, per l’appunto quello in cui Ronconi ricorda che “Juno non è una commedia pro-life bensì un cosciente richiamo alla scelta della donna, unica e sola depositaria della vita altrui.” - ove quell’altrui dev’esserle proprio scappato.
Poveri ma felici: alcuni studenti fuori sede e donne dei centri sociali di Bologna hanno lanciato generi alimentari contro Ferrara. Nonostante il caro prezzi, la fame chimica, le povere mancette di papà e i 9.000 euro in consumazioni che l’Arstud gli ha messo in chiavetta - gli venisse mai voglia di farsi un mojito alle scuderie.
Update:
a Pesaro Bologna le/i compagne/i hanno mandato in ospedale Matilde Leonardi.
Pietro Calabrese, già direttore di giornali, dal Magazine del Corriere racconta di una “Padova dei muri”. Di una Padova già “dotta, colta, bella e ricca”, ora labirintica e intollerante, capace di innalzare ignobili separè, di dividersi fra indigeni e immigrati, non già di fare strada al mondo multirazziale che ci aspetta. Ovviamente dimenticando la Padova delle femministe e dei centri sociali che ha preso a pugni il padre di Matteo Vanzan in quanto padre di un soldato ucciso in Iraq, che ha cercato di impedire a Ferrara di dire quel che voleva dire e, a chi lo voleva ascoltare, di ascoltare.
Mettere al mondo un figlio a 15 anni sarebbe irresponsabile. Mettere al mondo un figlio a rischio malformazione sarebbe irresponsabile. Mettere al mondo un figlio concepito grazie all’apporto di un partner occasionale, squattrinato e irresponsabile sarebbe irresponsabile. Sarebbero ok le adozioni alle coppie omosessuali e gli esperimenti di seconda o terza generazione.
Se qualcuno ti dice “Berlusconi m’ha rotto, Fini mi sta antipatico, voto UDC.” tu rispondigli che “non si vota per simpatie, ma per il Paese.” Se qualcuno ti dice che le liste sono fatte coi piedi, che in Veneto 1 la Destro sta ancora sopra Menorello, tu digli che “sì, quella lista è male assortita, ma ce n’è un’altra di lista, una super, che abbisogna di appoggio. Altro che UDC.” Se poi qualcuno obietta che in lista al Senato c’hanno ficcato addirittura Mainardi, tu strizza l’occhio e rispondi “be’, puoi sempre votare Lega. Il capolista è Bricolo.”