Archive for the 'SPQR' Category

La verità ai tempi di internet

15/12/2010

Dopo gli scontri fra forze dell’ordine e… studenti, black bloc, borgatari (chi lo sa?), numerosi utenti di facebook, con chiare simpatie per il disordine, hanno condiviso la foto di cui sopra, insinuando che, fra chi protestava e chi schivava sampietrini, ci fosse una sorta di complicità, testimoniata dalla somiglianza fra gli scarponi di chi compare in divisa e chi no. Uno scoop niente male, peccato che, come evidente, la foto non sia stata scattata in Italia – chissà dove? Gli scarponi non so, ma: i caschi sono da terzo mondo, le divise pure e quello stemmino ad altezza spalla, cucito sull’uniforme del signore in primo piano, somiglia tanto a quelli di qualche corpo kazako. Ma non scrivetelo su facebook, dove la verità, raccontata da giornalisti dilettanti, è più vera di quella che si vede in tv.

Studentesse si raccontano

30/05/2010

Alle 11:30 di notte, largo Argentina, tutta da sola, ho preso il 46 affollata dai tedeschi che perdono ogni beneducazione arrivando a Roma. Mi ho “spremuto” dentro al bus. Arriva un ragazzo (non-simpatico gia’ dal 1 secondo) in una camicetta come se fosse un tifoso italiano, ma si sente che straniero, forse romeno, altezza tra tuo zio e te.

Si reggeva con tutte le due mani sopra, nella larghezza dell’autobus, io stavo sotto il suo braccio. Ho provato a toglierlo da me con il gomito e mettendo e stringendo la mia borsa tra di lui e me, ma non si stacca, per forza e non per la pressione della folla. Soffrendo dal caldo, dall’urlo e della pressione della folla, lottando con questo, piu’ ho scoperto che altri due extracomunitari mi guardano con gli occhi che per quest’occhiata gia riverebbero 3 anni in carcere, provavo guardare fuori dalla finestra.

Eravamo al muro vaticano. Finalmente il romeno e qualche persona scende, c’e un po’ di spazio a respirare. Le porte si chiudono, e io me ne sono accorta che la mia borsa e aperta un po’. Manca il cellulare e la macchinetta con le foto! Le foto della gita! Ma no, non e possibile di perdere queste. (Insomma, le foto su di due Melina cosi simpatici  – tra gli altri. Ho fatto anche delle belle foto, anche se qualche volta la mia macchinetta mi frega e non focalizza bene, o come si dice in italiano.)
Cosa si fa? Mi chiedono che e successo. Dico mancano questi e questi. Una signora italiana dice sicuramente quel ragazzo. (Io pensavo gia dall’inizio non era simpatico – intuizione femminile).
Scendo alla prossima fermata. Comincio a correre. Per fortuna era discesa e non salita cosi era piu facile. (La prossima volta mi prenoto all’olimpiade per il percorso breve :-)).
Per fortuna o no, mezzanotte in quella zona c’e buio, perche non ci sono tante case visto che un lato e solo muro, nessuno passa – solo le macchine corrono – ce ne sono poche vie per guardare chi passa. Arrivo alla fermata precedente, vedo che poco meno piu giu all’altro lato della via sta questo ragazzo in quella maglietta famosa accanto ai mundizi.
Attraverso la strada non guardando nemmeno le macchine che passano, ho preso le mani del nostro romeno che stava togliendo la batteria del mio cellulare per buttare il sim.
Poi controllavo la prima tasca, seconda, terza… questo prova a distrarmi dicendo che era quella ragazza americana, che… Non trovo la macchina digitale, stavo un po’ disperando, quando toccavo i suoi pantaloni da destra, sento che in quella tasca ce qualcosa. Ho messo la mano nell’ultima e l’ho presa. Questo voleva ancora distrarmi chiedendo se io fossi italiana. Gli ho risposto: si, mezza-italiana. (forse in questi casi meglio di confessarsi italiana invece straniera altrimenti chi sa cosa faceva con me.) Poi, con passi veloci e decisi ho cominciato a camminare sulla salita nel buio.
(Mi sa che la situazione pericolosa mi ha consigliato un atteggiamento ottimo. Visto che: non ho cominciato ne urlare con lui – sarebbe stato inutile in quel posto dove c’e nessuno – ne correre cosi la sua psiche e stata bloccata dall’evento improvviso).
Va be’, ho camminato 2-3 fermate avanti, stavo aspettando nel buio accanto ai muri al penultimo autobus di mezzanotte. All’altro lato qualche volta passa 1-2 persone, anche 2 extracommunitari. Ad un certo punto, vedo che all’altro lato questi due sono ritornati e stanno guardarmi… Per fortuna, finalmente e passato un bus, anche se non era il mio, ma sono salita e mi ha portato lontano da questa gente. E vero che poi ho sbagliato di non aver sceso prima e per questo ho dovuto camminare ancora per poter prendere un altro mezzo, ma almeno non era cosi inabitato il luogo. Mi sembra che per vivere qua dovrei iscrivermi ad un corso di Karate per poter poi diffendermi visto che esco da sola.

Roma Capitale (dell’Africa)

30/06/2009

Giardinetti di viale Trastevere

«Roma sembra l’Africa» ha detto uno (Berlusconi). Sia in periferia, dove il suocero di un altro (Casini) ha costruito migliaia di palazzine e neanche un cassonetto. Dove le precedenti amministrazioni si sono dimenticate di organizzare la raccolta dei rifiuti. Sia nelle zone centrali. Dove nelle famose buche, ereditate dalle precedenti amministrazioni, ripara ogni sorta di schifezza, mentre ai margini della strada o sui marciapiedi – ne sanno qualcosa le turiste americane che passeggiano in infradito col naso al cielo – si deposita il ciarpame (quello vero).

Il resto qui o giovedì in edicola su Tempi con il Giornale.