Incunaboli vs illustrazioni

05/12/2010

Museo diocesano di Padova. Studenti, giornalisti e disabili entrano gratis, gli altri pagano (poco). Dentro ci trovi meraviglie: qualche Tiepolo, una raccolta di lussuosissime pianete, la cappella costruita dal vescovo Barozzi (preziosa quasi quanto quella degli Scrovegni), un’esposizione di splendidi incunaboli di cui Padova è ricchissima (la biblioteca capitolare è la più illustre d’Europa, quindi del mondo).
“Ci vengono dieci persone al giorno” mi spiega una delle volontarie che tengono aperta la baracca, bellissimo sorriso, bellissimi occhi azzurri, fra le mani la rivista Internazionale (nessuno è perfetto): “Sa, il museo è poco pubblicizzato”. Che poi a uno vien da colpevolizzare Andrea Nante, direttore dei Musei diocesani, che assicura spolvero e presenze alla biennale di illustrazione sul tema “i quattro elementi” ossia terra, fuoco, aria e acqua, detta “i Colori del Sacro”, da lui curata, organizzata e pubblicizzata coi soldi della diocesi, che credo a tutt’oggi ancora cattolica e non pagana, sempre che Nante sia d’accordo.

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