Avvisi
Aprile 20, 2008Un bravo prete si vede da tante cose. Un bravo parroco soprattutto da come legge gli avvisi - in questo senso don Lucio (Chiesa degli Eremitani, Padova) si è davvero superato.
cooperatores vanitatis
Un bravo prete si vede da tante cose. Un bravo parroco soprattutto da come legge gli avvisi - in questo senso don Lucio (Chiesa degli Eremitani, Padova) si è davvero superato.
Cara Isabella, ti scrivo per dirti quello che io e “molti pensano in silenzio”. Ci siamo conosciuti ai tempi di Rai Utile, io ti telefonavo e tu sempre puntualissima… e poi, ancora più puntale nella mia casella e-mail, facevi e fai capolino con avvisi sulle prossime uscite, sulle presentazioni, sui book party e su ogni manifestazione organizzata dalla casa editrice per la quale, cara Isabella, egregiamente lavori. Dico davvero.
Cara Isabella, non pensare, se ti telefono sempre meno, sì e no una volta ogni tre mesi, che non ti abbia a cuore. Anzi, immagino, pur con un po’ di gelosia, che come me ne conoscerai a centinaia, che anche a loro manderai le e-mail che mandi a me e che, come me, non li avrai mai visti in faccia.
Immagino inoltre, cara Isabella, che tu sia bella, appunto, e felice e sposata e madre - benché non mancherei di averti a cuore qualora fossi racchia e triste e zitella e sterile.
Ora consentimi, però, e in virtù del nostro rapporto immaginario, di dirti quello che io e “molti pensano in silenzio”: cara Isabella, non mandare più altre e-mail come quella di oggi:
Abbiamo stravinto.
L’orribile “Veltrusconi” non s’ha da fare. L’Udc porta in Senato praticamente solo Cuffaro - i valori non sono in vendita, specie se li hai già venduti tutti. La Lega bissa i precedenti, il tutto a vantaggio del PdL “ma anche” a scapito di chi, nel PdL, soprattutto in Veneto, vedi Galan, ha schiaffato in capo alla lista i suoi guardiacaccia. Faccia ammenda.
Segnalo due delicatissime quanto brevi recensioni del mio breve contributo all’antologia Viva Las Vegas.
Senza sogni e senza idee. Così è stata la campagna elettorale - levati i capitoli VII e VIII del libro di Tremonti e la pazza lista dell’Italy’s most operatic and mercurial intellectual provocateur. Pel resto sbadigli, promessucole ed eclissi degli impresentabili. Al final, le raccomandazioni: “un solo segno, un solo simbolo.” Sì, ma dove?
Venerdì sera, presso il Bloom, che sarebbe un localino dietro piazza Navona, Luciano Ciocchetti, che sarebbe il candidato al Campidoglio dell’Udc, che sarebbe il partito di quelli che i valori non sono in vendita, brandendo un microfono ha stoppato il dj e invitato i convenuti a votarlo per “cambiare Roma veramente” e pure pel fatto che la serata era “offerta”.
Liberazione è un giornale così che cheap che più cheap non si può, difatti oggi un tale con tanto di pettorina fluorescente ne spargeva copie gratuite in piazza dei Cinquecento. Avutane una in mano, datale una scorsa, ci ho trovato un pezzo firmato Roberta Ronconi a proposito del film Juno, recensito con penna decisa quanto è deciso lo zoccolo di un mulo. Dell’encomiabile intervento menziono solo un rigo, per l’appunto quello in cui Ronconi ricorda che “Juno non è una commedia pro-life bensì un cosciente richiamo alla scelta della donna, unica e sola depositaria della vita altrui.” - ove quell’altrui dev’esserle proprio scappato.
Poveri ma felici: alcuni studenti fuori sede e donne dei centri sociali di Bologna hanno lanciato generi alimentari contro Ferrara. Nonostante il caro prezzi, la fame chimica, le povere mancette di papà e i 9.000 euro in consumazioni che l’Arstud gli ha messo in chiavetta - gli venisse mai voglia di farsi un mojito alle scuderie.
Update:
a Pesaro Bologna le/i compagne/i hanno mandato in ospedale Matilde Leonardi.
Pietro Calabrese, già direttore di giornali, dal Magazine del Corriere racconta di una “Padova dei muri”. Di una Padova già “dotta, colta, bella e ricca”, ora labirintica e intollerante, capace di innalzare ignobili separè, di dividersi fra indigeni e immigrati, non già di fare strada al mondo multirazziale che ci aspetta. Ovviamente dimenticando la Padova delle femministe e dei centri sociali che ha preso a pugni il padre di Matteo Vanzan in quanto padre di un soldato ucciso in Iraq, che ha cercato di impedire a Ferrara di dire quel che voleva dire e, a chi lo voleva ascoltare, di ascoltare.
Mettere al mondo un figlio a 15 anni sarebbe irresponsabile. Mettere al mondo un figlio a rischio malformazione sarebbe irresponsabile. Mettere al mondo un figlio concepito grazie all’apporto di un partner occasionale, squattrinato e irresponsabile sarebbe irresponsabile. Sarebbero ok le adozioni alle coppie omosessuali e gli esperimenti di seconda o terza generazione.
Se qualcuno ti dice “Berlusconi m’ha rotto, Fini mi sta antipatico, voto UDC.” tu rispondigli che “non si vota per simpatie, ma per il Paese.” Se qualcuno ti dice che le liste sono fatte coi piedi, che in Veneto 1 la Destro sta ancora sopra Menorello, tu digli che “sì, quella lista è male assortita, ma ce n’è un’altra di lista, una super, che abbisogna di appoggio. Altro che UDC.” Se poi qualcuno obietta che in lista al Senato c’hanno ficcato addirittura Mainardi, tu strizza l’occhio e rispondi “be’, puoi sempre votare Lega. Il capolista è Bricolo.”
Qui e altrove si è spesso favoleggiato, meglio temuto che i gusti sessuali di una intonatissima cantante italica fossero orientati più verso l’omo che non verso l’uomo. E’ quindi con immensa gioia che posso chiudere la querelle riportando la smentita della cantante medesima.
Ier sera, Annozero: un grande Pezzotta e una piccola grandissima Roccella hanno parlato di vita. Bonino ha parlato di morte. Rame di limone e coca-cola. La sorella di Borromeo, ospite pure lei, ha detto che è felice di essere al mondo. Bianchi - che non riesce a starmi simpatico nemmeno dopo che ha agevolato a me e una collega due ingressi per il concerto “tutto esaurito” dei Baustelle - ha fornito un luminoso esempio di giornalismo d’assalto, assaltando gli intervistati. (In Italia l’imputato è previsto innocente fino al terzo grado di giudizio. Non l’intervistato, presunto fellone finché non lo si benedice in trasmissione.) Travaglio ha detto “ma però” - segno blu. Il vecchio porco Vauro ha fatto il vecchio porco. Formigoni ha chiamato. Ferrara santo subito. Giussani già e non ancora.
Al quinto piano di uno dei posti dove lavoro è stata allestita una sede elettorale dell’UDC. L’ascensore del palazzo funziona poco e male. Tant’è che stamattina s’è bloccato per qualche minuto con me e Alessandra Borghese dentro. Lei ha notato che avevo Tempi in mano. Io le ho fatto i complimenti per il cagnolino al guinzaglio. E’ stato bello.