Il laicismo europeo è del tutto particolare. Molto diverso per esempio da quello nord-americano. Il laico europeo non è qualcuno che non crede, può darsi sia qualcuno che ha smesso di credere. La laicità è la sua fede e a volte come certi cristiani di un tempo è molto militante e oppressivo verso quelli che non la condividono. Vediamo un po’.
Qual è il credente preferito dal laico di oggi?
Primo – Il credente preferito non è cristiano. Va bene se è ebreo, molto meglio se è musulmano.
“Lui sì è interessante. Dobbiamo capirli questi musulmani e questi ebrei. Dialogare con loro.”
A volte penso: magari se la volontà di dialogare con i cristiani fosse forte come quella di dialogare con ebrei e musulmani.
Secondo – Il credente preferito è uno pietistico e un po’ new age, uno che disprezza la ragione e la razionalità e insiste sullo spiritualismo. Uno così è facile accettarlo con un senso di condiscendenza.
“Poverino! Dai! Lasciamolo stare.”
Terzo – Il credente preferito dal laico è uno per il quale il credo come pratica religiosa è una convinzione da nascondere bene bene a casa propria o al massimo da mostrare in chiesa la domenica. Una convinzione da tenere lontana dalla pubblica piazza, una piazza che deve restare sterile. Una piazza disinfestata da queste scemenze. La croce è accettata dalla società e nella piazza solo a condizione che sia antica almeno 200 anni, un’opera d’arte, non un segno di fede viva. Il credente preferito è soprattutto uno che non si sa bene se sia credente o no.
Quarto – Il credente preferito dal laico è quello che se scende nella piazza pubblica, lo fa nei termini definiti dalla premessa laica di questa piazza. Come avversario ideologico, di normale amministrazione.
“C’è un comunista, un socialista, una femminista… allora ci sia anche un cristiano. Generi diversi dello stesso discorso.”
Trascrizione (non rivista dall’autore) di parte dell’intervento del prof. Joseph H. H. Weiler – Rimini, 26/08/2006