Resistenza antirazzista

Giugno 4, 2008

Padova. Quartiere Arcella. 52.000 abitanti, un quinto dei quali stranieri - parlo dei regolari, la stima degli irregolari la lascio a voi se venite a farvi un giro. Il Questore ordina la chiusura di un bar gestito da una famiglia barese e frequentato notte e dì da nigeriani, secondo la questura troppi dei quali sarebbero clandestini, secondo chi avrebbe “chiamato la pulizia” tutti troppo rumorosi - molti dei quali, per rappresaglia, dalle 22.00 stanno smarmittanto e pompando r’n'b a milioni di watt sotto casa di chi avrebbe “chiamato la pulizia”. Danze e annessi scuotimenti di culi negri si sprecano, a beneficio di chi non ha “chiamato la pulizia”.

21 Risposte a “Resistenza antirazzista”

  1. usta Dice:

    Arcella violenta!

  2. usta Dice:

    Carlo, cos’è quella luce blu?

  3. Freibeuter Dice:

    Che bisogno c’è di scrivere “culi negri”? Forse se fossero stati “culi bianchi” avrebbero dato meno fastidio?

  4. carlomelina Dice:

    > freibeuter
    sì, perché erano culi negri, non bianchi - in quanto tali migliori assai - e per nulla fastidiosi.

  5. freibeuter Dice:

    Non ho ben capito la risposta. Ma forse sono io ad avere problemi con l’italiano.
    Ti ripongo la domanda: se anzichè nigeriani fossero stati dei ragazzotti padovani a far schiamazzi e rumore ti avrebbe dato meno fastidio? Più fastidio? Identico fastidio?

  6. milla_ Dice:

    io invece non ho capito la domanda: il problema è l’uso del termine negro che porta a presupporre chissà quale ignobile strisciante razzismo quando in realtà è etimo in uso nell’italico idioma da secoli, ma diventato vergognoso e censurabile dacché c’abbiamo la lezione mericana dell’ipocrita politicamente corretto da imparare?
    oppure, riformulando: se il detentore del blogghe avesse vergato “neri sederi”, la quaestio non si sarebbe posta?

    al detentore del blogghe (un commento che avrei evitato non mi fossi trovata a commentare commenti altrui): situazione analoga capita al mio paesello, con il baretto in piazza e i giovinastri -ahem, io inclusa- sotto che fan casino per rappresaglia dacché si è tentato di far chiudere l’unico sitio aperto dalle 21 in poi. l’umanità si assimila nel fastidio. dopo le lotte di classe, le lotte avventore/indigeno.

    milla_, che comunque più negher e meno questori.

  7. freibeuter Dice:

    Io ho la pelle scura. Sono nato in Italia da genitori eritrei. Sono cittadino italiano come voi, che vi piacia o meno, pur essendo di cultura eritrea. Detesto il politicamente corretto, caro Milla, probabilmente molto più di te avendolo dovuto subire sulla mia pelle (letteralmente). Se una vecchietta usa il termine “negro” riferendosi a me non mi offendo minimamente perchè nel suo repertorio linguistico probabilmente non sono comprese le espressioni “di colore” o “nero” o “mulatto”. Se invece un giovane (presumo che non abbiate più di 35-40 anni) che può scegliere tra diverse opzioni linguistiche sceglie quella più apertamente “razzista” e portatrice di significati altri, oltre quelli letterari, (non vorrai negare, spero, che “negro” è usato oggi in senso spregiativo) si assume la responsabilità di quello che scrive. Io non ho nulla contro i razzisti, purchè abbiano il coraggio di definirsi tali e non si nascondano dietro “non sono io razzista, son loro che sono negri”.
    Quindi se usi il termine “negro” abbi almeno il coraggio di definirti “razzista”. Se poi sei cristiano, come ti definisci, e contemporaneamente razzista è un affare della tua coscienza, non mio.

    P.s. Inutile che tiri fuori Bin Laden e mussulmanesimi vari: io sono cristiano copto.

  8. milla_ Dice:

    io generalmente uso il termine negro, ma alla dizione “negro” non si è mai accompagnato nella mia testa il pensiero “razza inferiore venuta giù dagli alberi”, che mi pare sia quanto caratterizza un razzista. quindi mi sento libera di usare il termine mentre parlo di gruppi di blacks, soprattutto se ne parlo tra amici, ché l’alternativa “nero” è pure etnologicamente scorretta, ché nero è il pelo del mio gatto, e “di colore” è ridicolo.
    poi va da sé, non mi riferirei a tua madre appellandola “la negra qua davanti”.

    >Io non ho nulla contro i razzisti

    e fai male.

  9. monichetta Dice:

    che fai a padova?

  10. carlomelina Dice:

    > freibeuter
    a me il fastidio non dà fastidio, quindi in nessun caso mi avrebbero dato fastidio negri, gialli o blu, né ne hanno dato alcuno in questo caso, anzi, che poi mica ci ho casa all’arcella io, ma anzi, mi han divertito assai i siori negri, e specie i culi di loro donne.

    pel resto: robba da non crederci, hai messo di accordo me e la siora milla - che lei è è rossa, in questo caso detto da parte mia in senso spregiativo assai, ma non rossa di razza, semmai gialla, rossa di bandiera, che è peggio.

    > monichetta
    sudo.

  11. una_straniera Dice:

    A freib…: Correggetemi se sbagliassi, ma per poter essere italiano, secondo la legislazione italiana, si deve nascere almeno da un(a) italiano(a), non basta capitare su questa parte della terra.
    Affermo che il contenuto dell’argomento del nostro non-over 35-40 autore non sta nel razzismo, invece mi sa che voleva esprimere - primariamente - la paura di tante persone (stranieri in regola e italiani) del fenomeno che si trovano piu acutamente in certe località di certe zone dove poi la gente di qualunque colore non riesce piu a passare senza passaporto, o addirittura senza armi.
    Me, per esempio, impressiona tanto la zona del Vittorio Emmanuele (metro A) a Roma che io - dopo il nome di un piccolo paese italiano nelle Marche (cf. Albacina) - la chiamerei Albacinese.

  12. fadette (OPS) Dice:

    Allora, la situazione per come la conosco io è più complessa.

    In Italia il principio di cittadinanza è basato sul diritto di suolo - cioè, chi nasce su suolo italiano è automaticamente italiano.

    Però ci sono altri paesi in cui vale il diritto di sangue, in Germania per esempio: nasci cittadino tedesco se sei figlio di due cittadini tedeschi.

    Questo ha influenze anche sul nostro sistema: per dirla in breve - e sperando di non commettere errori - se due genitori vengono da un paese (l’Eritrea, poniamo) in cui vale, come in Italia, il diritto di suolo, e partoriscono un figlio su suolo italiano, il figlio diventa italiano.

    Se invece nel paese di origine dei genitori vale il diritto di sangue, il figlio che nasce in Italia resta cittadino del suo paese, al limite può avere la doppia cittadinanza fino a diciotto anni, anche se non so se questo è ancora possibile.

    Non so se sono riuscita a chiarire la cosa.

  13. carlomelina Dice:

    fadette dice bene e chiarisce meglio, tranne pel piccolo dettaglio: perché mai un infante partorito in veneto deve essere italiano per forza?

  14. fedemello Dice:

    “culi negri” è una roba un po’ squallida, come dire “quel frocio di ratzinger”. per far crescere l’audience meglio tette e culi.

  15. carlomelina Dice:

    > fede
    già, alza l’audience, ma “quel frocio di ratzinger”… dal generale al personale è tutta un’altra storia - che poi il culo negro non denota altro che il culo negro, che per te sarà spregiativo ma non per me e compagna milla_ non lo è affatto, anzi.
    fra un culo negro e un culo flaccido, poi, io trovo più squallido il secondo.

    (mi è arrivato il tuo libro. l’ho finito con piacere, senza sforzo alcuno. per quel che conta: bravo. piaciuto molto, piuttosto equilibrato. poi faccio sapere.)

  16. fedemello Dice:

    bhè son contento. auguro convergenze generazionali che vanno oltre le opinioni

  17. milla_ Dice:

    >perché mai un infante partorito in veneto deve essere italiano per forza?

    e perché no?

  18. carlomelina Dice:

    >milla_
    so che “veneto è meno chic”, ma lo motivo è il medesimo: perché no? per lo motivo che un infante nato in tibet non dovrebbe essere cino per forza, o uno nato catalano spagnolo, etc. etc. etc.

  19. milla_ Dice:

    occhei, famo che il cino che nasce in veneto sulla carta d’identità si fa scrivere cittadinanza: veneta. (o in alternativa, pensando in grande, “operoso nordest”).

    limiti il terreno di giuoco e poi non cambia nulla.

    (a meno che non vogliate tornare ad accoppiarvi tra veneti cugini, s’intende.)

  20. milla_ Dice:

    ma non credo di avere capito la tua risposta, eh.

  21. carlomelina Dice:

    > milla_
    basta veneto. pordenon resta fuori, quindi nessun veto ai piemontesi che voglian continuare a rubarsi le donne friulane.

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