La Roma intellettuale

Maggio 27, 2008

Le letterature son diventate tante. Come i popoli e le culture, numerose proprio, ma mai quanto le mucche che brucano davanti al centro Rai di Saxa Rubra, ove, bel bello, me ne sto a sfumacchiare sul tardo meriggio.
Almeno finché non squilla il telefono.
Amica: “Vieni a sentire erm Gibson?”
Io: “Chi?”
Amica: “erm Gibson.”

Essendo amica un’amica di quelle giuste, penso “sarà il solito concerto di musica giusta con gente giusta” quindi le dico “fammi finire di contar le mucche e poi vedo”.
Conta e ri-conta, ri-squilla il telefono.
Amico: “Ma non dovevamo andare a mangiare il sushi?”
Essendo amico un buon amico, penso “anche se non vado a mangiare il sushi, mica s’incazza”, quindi finisco la cicca, monto in sella e vado a sentire erm Gibson, pensando “vuoi vedere che sto Gibson è na gran gnocca?”
Arrivo davanti al posto dove dovrebbe starci erm Gibson e la sua band, ma non vedo luci, né odo schitarrata indie alcuna, ragion per cui faccio squillare il telefono di amica.
Io: “Ma ‘ndo cazzo…”
Amica, sottovoce: “Dai Cà, sali de là, segui de qua…”
Io, sentendo in sottofondo come uno speaker: “Perché parli sottovoce?”
Amica: “Perché è già iniziato.”
Io: “Ho capito, ma chi è che parla?”
Amica: “Erm Gibson!”
Attacco, raggiungo il posto, amica mi fa entrare, stizzita, sottovoce: “Così tardi dovevi arrivà, Cà? Non vedi? Qua c’è tutta la Roma intellettuale.”
“Quindi non c’è Totti”, penso, mentre m’accolgono centinaia di corpi seduti di fronte a un palco enorme sul quale Santamaria sta leggendo un testo in italiano. In prima fila il signor Fanucci in giacca e pantaloni a losanghe.
Io: “Che legge?”
Una grossa insegna dice: “Letterature 2008 - Festival Internazionale di Roma.”
Amica: “Legge Lansdale.”
Io: “Ah. E la Gibson, quando suona?”
Amica: “La Gibson? Non sai chi è erm Gibson?”
Io: “Gibson chi?”
“Erm Gibson, lo scrittore di fantascienza.” chiarisce amica, mentre già fantastico che  squadracce nazi-fasce irrompano costringendo Santamaria alla resa.

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