Cara Lorena, quello che ti è successo mi ha fatto soffrire con te - soffro tuttora, benché tu abbia smesso di soffrire e io confidi che nei momenti della tua agonia qualcuno ti abbia presa per mano, inaspettatamente, aiutandoti ad affrontare quegli ultimi istanti di confusione e di dolore.
Cara Lorena, quello che ti è successo mi ha fatto dubitare di molte cose compresa l’utilità, ma solo per qualche momento, di uno di quei famosi detti che tutti dicono, ossia “molta sapienza, molto dolore” - senza sapere chi l’abbia detto per primo, ossia Qoelet e non Gandhi che però tutti leggono al posto di leggere la Bibbia, appunto ché pasciuti d’ignoranza ce la si passa bene.
Cara Lorena, se c’è una cosa che accomuna un po’ tutti i protagonisti di sta storia è la dieta culturale - converrai ora che sei illuminata dalla sapienza del Signore. Ma non è colpa dell’ignoranza se tu ti concedevi, per narcisismo o per passione, a tre ragazzi contemporaneamente, se ti sei ridotta, per gusto o per necessità, ad essere cosa nelle loro mani - loro ad essere bestie senza gusto o passione. E’ colpa di altro. E non è certo cosa ciò che ora sei, come non è certo per esser stata cosa che i tuoi genitori ti piangono. Fossi stata solo cosa, nessuno ti avrebbe presa per mano durante quegli ultimi istanti di confusione e di dolore. Fossero state solo bestie, non staresti pregando per i tuoi amici. E fossi solo uno stronzo, non me ne starei qui inginocchiato di fronte al tuo corpo santissimo, confidando che i tuoi genitori, che ho visto molto addolorati, leggano le parole di Qoelet e il resto della Bibbia.

