Meno male che è morto il Che
Aprile 4, 2008Liberazione è un giornale così che cheap che più cheap non si può, difatti oggi un tale con tanto di pettorina fluorescente ne spargeva copie gratuite in piazza dei Cinquecento. Avutane una in mano, datale una scorsa, ci ho trovato un pezzo firmato Roberta Ronconi a proposito del film Juno, recensito con penna decisa quanto è deciso lo zoccolo di un mulo. Dell’encomiabile intervento menziono solo un rigo, per l’appunto quello in cui Ronconi ricorda che “Juno non è una commedia pro-life bensì un cosciente richiamo alla scelta della donna, unica e sola depositaria della vita altrui.” - ove quell’altrui dev’esserle proprio scappato.


Aprile 4, 2008 a 10:40 am
http://blog.panorama.it/opinioni/2008/02/22/ferrara-juno-madre-piccina-e-gigantesca/
Aprile 4, 2008 a 4:32 pm
beh, il Che morto ha fatto la fortuna del suo fotografo ufficiale.

Era un gran figaccione però, niente da dire, su su, sii onesto!
Diròtti: lo zoccolo del mulo lo trovo alquanto deciso, però. Eh.
Aprile 4, 2008 a 6:13 pm
Juno è un film pro life solo per il Foglio. Oggi sul Corriere un altro recensore precisava che un film in cui una ragazza prima vuole abortire e poi non lo fa non è un film pro life ma è solo un film, o meglio è una commedia.
Aprile 4, 2008 a 7:53 pm
Dunque una commedia, per stare alla logica (???) del recensore del Corriere, non potrebbe essere anche un film pro life? Complimenti!
Direi che il canovaccio di un film pro-life per forza di cose debba prevedere che la protagonista prima voglia… poi cambi idea. E’ il mutamento d’intenti la sostanza del film pro-life, senno fai un documentario.
Capisco però che per la Aspesi e quelli del Corriere questo sia troppo complesso a capirsi.
Aprile 7, 2008 a 4:30 pm
> michela
ho più barba io, il che è tutto dire.
> thomas, giampaolo
viva i controcorriere.