Un posto tutto particolare in questo lungo cammino spetta a San Tommaso, non solo per il contenuto della sua dottrina, ma anche per il rapporto dialogico che egli seppe instaurare con il pensiero arabo ed ebreo del suo tempo. In un’epoca in cui i pensatori cristiani riscoprivano i tesori della filosofia antica, e più direttamente aristotelica, egli ebbe il grande merito di porre in primo piano l’armonia che intercorre tra la ragione e la fede.
[...]
Più radicalmente, Tommaso riconosce che la natura, oggetto proprio della filosofia, può contribuire alla comprensione della rivelazione divina. La fede, dunque, non teme la ragione, ma la ricerca e in essa confida. Come la grazia suppone la natura e la porta a compimento, così la fede suppone e perfeziona la ragione. Quest’ultima, illuminata dalla fede, viene liberata dalle fragilità e dai limiti derivanti dalla disobbedienza del peccato e trova la forza necessaria per elevarsi alla conoscenza del mistero di Dio Uno e Trino. Pur sottolineando con forza il carattere soprannaturale della fede, il Dottore Angelico non ha dimenticato il valore della sua ragionevolezza; ha saputo, anzi, scendere in profondità e precisare il senso di tale ragionevolezza. La fede, infatti, è in qualche modo «esercizio del pensiero»; la ragione dell’uomo non si annulla né si avvilisce dando l’assenso ai contenuti di fede; questi sono in ogni caso raggiunti con scelta libera e consapevole.
G.P. II – Fides et ratio, 43


28/01/2008 a 2:46 pm
Eh, magari fosse cosi semplice come tu dici! Comunque lui era piu esperto a confrontare la realta e la fede dei certi moralisti della nostra epoca. E vero che in quell’epoca le scienze erano piu trasparenti.
28/01/2008 a 3:35 pm
Aspettavo questo giorno. Da non battezzato, vale lo stesso?
28/01/2008 a 4:33 pm
> una_
diceva il papa, mica io.
> thomas
vale se ti fai battezzare – da me.
28/01/2008 a 9:14 pm
Buon onomastico, Thomas!