Di strade e di sguardi

Novembre 14, 2007

Spengo la moto, sfilo il casco, si affianca una Clio, la guida una 40enne. Di fianco una 20enne: occhi azzurri, capelli neri, maglione collo alto. Cintura di sicurezza allacciata, abbassa il finestrino.

Mi fa: sai dov’è via della penitenza ? Via della penitenza due…

Non so, faccio io, mi spiace. Cercate qualcosa in particolare?

Si gira verso la 40enne, le sussurra qualcosa, come a chiederle, glielo dico? Capelli neri, occhi azzurri, sguardo basso: la 40enne fa solo un cenno, come a dire: massì, ormai…

Collo alto, cintura di sicurezza allacciata, lo sguardo lontano, la 20enne mi fa: cerchiamo Regina Coeli.

Ah, faccio io, affettato più del possibile: dovete tornare indietro. Quindi… andate avanti, al ponte a sinistra, ancora avanti, secondo ponte a sinistra…

Grazie, fa la 20enne, collo alto, sguardo verso la 40enne, come a chiedere: hai capito?

Mano sul volante, l’altra sul pomello, sorriso tirato, lei dà gas, mentre il mio sguardo impietoso cade lì, sul sedile posteriore, dove c’è un borsone di quelli che non si portano in vacanza.

9 Risposte a “Di strade e di sguardi”

  1. Galeotto Dice:

    E nel borsone che c’era? Arance o Meline?

  2. carlomelina Dice:

    > gale
    tu cosa preferiresti?

  3. Aleyakke Dice:

    secondo me, sempre più spesso nascono dei figli di puttana, e per evitare tutta la trafila delle scuole dell’obbligo, meglio lasciarlo nella ruota del portone dei figli di nessuno così cresce poliziotto tra fra Pappina e suor Nazista, che di domeniche e di autostrade ce ne saranno sempre.

    Alex
    ma tu… e lei: e se andassimo in giro per blog?
    ma tu… e io: ma c’abbiamo già il nostro!

  4. carlomelina Dice:

    > ale
    figli di puttana? trave, pagliuzza, occhio, orecchie per sentire, intenda.

  5. una_straniera Dice:

    Io che sono una santa straniera, non sono sicurissima di capire la storia. La Regina Coeli non e un carcere?

  6. Aleyakke Dice:

    > Carlo
    c’è anche un po’ d’acida ironia. Ma la tragica, da qualsiasi lato la si vede, domenica la innescata uno sciagurato poliziotto, pare.

    La storia di fra pappina ecc. è un famoso film degli anni 50: Marcellino pane e vino, dove un povero orfanello abbandonato cresce nelle calde braccia di un convento di frati: avrebbero voluto vederlo diventar studioso, quello che a loro è stato tarpato dalla vita monastica, e invece… arriva persino a parlar con Gesucristo…

    L’ultimo dialogo (spunto da Zelig) poteva essere un’idea.
    O forse inavvertitamente mi sono fatto prendere da un po’ di autopromozionale vanità!

    Alex

  7. carlomelina Dice:

    > ale
    mi piace: la roma è la magica, la lazio, invece, la tragica.

  8. una_straniera Dice:

    Ma quale Roma e quale Lazio?
    A me piace tutt’Italia – eccetto certe vie e numeri civici.

    Oggi finalmente ho dormito 2 ore in piu di quello che nei giorni precedenti, per cui riesco a resistere davanti al computer. ho verificato che la Regina Coeli non e un ospedale, ma veramente il carcere, ma ancora non riesco a capire che cos’era nella borsa. Non so, mi mancano ancora altri 2 ore, o qualcuno me lo spiega?

  9. una_straniera Dice:

    Ah, chi non e carcerato: Hotel e alberghi a Roma zona Regina Coeli ( http://www.romadascoprire.com/v/regina-coeli.htm ). Ci manca una casa di ferie con il nome ‘Sentiti libero!’


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