Napoli fogna d’Italia
Ottobre 8, 2007La partita di calcio è Inter-Napoli. Lo stadio San Siro. Il pomeriggio quello di sabato. Sugli spalti tutto abbastanza tranquillo, finché alcuni scalmanati espongono uno striscione. Lo striscione dice: Napoli fogna d’Italia.
Bastano due fotogrammi, un cameo sul satellite e in mezza Italia (non tutta, dio c’è!) comincia la danza dei coriferi: na na na, questo non si dice, questo non si fa.
L’eco delle lamentazioni si spande su giornali e tivvù… tale a quella delle scorse settimane, quando, sempre a San Siro, altri tifosi avevano fischiato la Marsigliese.
Fischiato l’inno di Francia. Capito come? L’inno della nazione che ha regalato al mondo i più fulgidi esempi di codardia civile e militare. L’inno della una nazione che da mesi ci bacchetta per via di una sorella un po’ battona. Roba da baciarli tutti sulla bocca, i garruli contestatori. E invece: na na na, questo non si dice questo non si fa.
Torniamo a sabato. Al Napoli fogna d’Italia. E alle più recenti lamentazioni: uno striscione razzista, s’è detto, un indegno esempio del peggior nordismo, una vergogna che pesa su Milano. Già, Milano. Milano ha molto da imparare da Napoli. Già, Napoli.
Napoli fogna d’Italia diceva lo striscione. Già, lo striscione. Maledetto striscione. Chiudiamo gli occhi, fingiamo di non averlo mai visto. Anzi, immaginiamone uno quasi analogo.
Domenica pomeriggio, derby Siena- Empoli. Dal settore ospiti qualche scalmanato alza uno striscione. Lo striscione dice Siena fogna d’Italia. Un cameo sul satellite, e da mezza Italia… silenzio. Qualche commentatore sportivo senese, neanche troppo trafelato, appunta ghignando l’ennesimo esempio della proverbiale (e meravigliosa) scorrettezza toscana. Niente piagnistei, niente echi su giornali e tivvù. Il perché? Presto detto: perché Siena è una perla di città, mica la fogna d’Italia.
Fermi tutti, smettiamo di immaginare. E soprattutto non cominciamo ad insinuare che io stia insinuando che Napoli sia davvero la fogna d’Italia. Non lo sto insinuando. E, lo stessi insinuando, sia chiaro, ovviamente non lo insinuerei in senso letterale, perché Napoli non è in grado di raccogliere neanche i propri rifiuti, figurarsi quelli del Paese intero. Piuttosto lo insinuerei in senso lato. In vero, però, io non sto insinuando alcunché. Chi lo ha insinuato, piuttosto, sono gli scalmanati di San Siro. E, in ugual misura, i lamentoni che hanno sprecato piagnistei su giornali e tivvù. Costoro, sentondosi in dovere di censurare l’accaduto, hanno di fatto riconosciuto che quel Napoli fogna d’Italia non era un semplice sfottò, ma una proposizione con un valore verdittivo, o meglio, con un contenuto di verità. Una verità brutta, quindi da censurarsi: na na na, questo non si dice, questo non si fa. Il perché? Presto detto: ci sono cose che si possono dire, e altre che no. Specie se sembrano vere. Che lo siano poi, io non lo so. Che, in senso lato, Napoli sia il simbolo, il ricettacolo della peggiore italianità, del lassismo autocompiaciuto, della mancanza di senso civico e di tutte quelle meraviglie che rimproverano i cugini francesi, io non lo posso dire, proprio non lo so. Mica ci sono stato a Napoli, io. Un paio di amici napoletani la pensano così, ma come fidarsi di gente che parla male della propria terra? Nel dubbio, piuttosto - dubbio che mi hanno messo i trafelati commentatori su giornali e tivvù - sentirei l’opinione dei reverendissimi cugini francesi. D’altronde, la trappola del politicamente corretto l’hanno inventata loro.


Ottobre 8, 2007 a 8:14 pm
“noio, vulevam savuà: duve rest lo stad de San Sir?”
uèèè carlo!
(ma lo striscione, sarà stato ignifugo?)
Ottobre 8, 2007 a 10:34 pm
commento rimosso
cfr. http://carlomelina.wordpress.com/commenti/
Ottobre 8, 2007 a 11:37 pm
http://carlomelina.wordpress.com/commenti/
Ottobre 8, 2007 a 11:47 pm
http://carlomelina.wordpress.com/commenti/
Ottobre 9, 2007 a 12:06 am
http://carlomelina.wordpress.com/commenti/
Ottobre 9, 2007 a 12:15 am
http://carlomelina.wordpress.com/commenti/
Ottobre 9, 2007 a 12:18 am
http://carlomelina.wordpress.com/commenti/
Ottobre 9, 2007 a 12:43 am
> figli della bella napoli
prima di affaticarvi nella scrittura delle vs evidentemente preziosissime chiose mi permetto di darvi un ultimo ragguaglio: non sono milanese, né vivo a milano. inneggiare al fuoco o alla porcaggine delle milanesi non offende me, ma rende voi perseguibili dalla polizia postale nel momento in cui gli sberleffi assumo forma di minaccia. tutto qui.
Ottobre 9, 2007 a 12:50 am
Ehi, questi tifosi!
Beh, il tuo intervenuto virtuale… chi non ha visto questa pagina, non riesce nemmeno a pensare che sono questi nom nel commento.
Ottobre 9, 2007 a 12:56 am
> una
se una persona x viene qui e scrive che vuole bruciare milano, o io la denuncio, o il sindaco di milano denuncia me.
per evitare grane a entrambi (alla persona x e a me) trovo più saggio rimuovere i commenti, non contravvenendo in questo ad alcun articolo della legislazione vigente in materia - che non mi metto qui a discutere.
sic!
Ottobre 9, 2007 a 3:08 am
http://carlomelina.wordpress.com/commenti/
Ottobre 9, 2007 a 9:44 am
http://carlomelina.wordpress.com/commenti/
Ottobre 9, 2007 a 10:23 am
Hai fatto del tuo blog, una tribuna per ultras?
Stand up, if you hate the french, stand up!
Ottobre 9, 2007 a 10:49 am
> jacopo
…alcuni utenti hanno fatto un fogna del mio blog.
Ottobre 9, 2007 a 10:54 am
queste reazioni assomigliano alla scornata del buon zizou al mite matarazzi, la lingua batte dove il dente duole…
Ottobre 9, 2007 a 10:57 am
> brandavide
sante parole.
Ottobre 9, 2007 a 10:58 am
Mi spiegheresti il video? ^^”
Ottobre 9, 2007 a 11:07 am
> luca
ci provo: il video illustra la deferenza che alcuni paciosi inglesi appassionati di rugby hanno manifestato nei rispetti del popolo francese. lungi dall’innalzare peana nei confronti della albionica razza, a me ben nota per le irraggiungibili vette di igiene e cultura raggiunte dalla sua classe media e per la castità delle sue donne, mi alzo semplicemente insieme e, in senso lato, abbraccio il gioioso coretto. spero di essere stato chiaro.
Ottobre 9, 2007 a 12:41 pm
carlomelina ha detto:
Allora che parli a fare? Quello che mi sembra un monumento alla peggiore italianità mi sembra proprio questo post, fatto facendo parlare la pancia, saltando di palo in frasca e infarcito di luoghi comuni. E tanta ignoranza.
Ottobre 9, 2007 a 12:54 pm
> malaerba
1 io parlo di quello di quello che voglio, compreso di quello che non so, questa (piaccia o no, a me non piace, tant’é) si chiama libertà di parola.
2 posto quanto, io non ho parlato di napoli, dacché per cortesia nei confronti dei miei lettori, benché ne abbia assoluta facoltà, preferisco non parlare di ciò che non conosco.
3 difatti ho semplicemente sfruttato alcuni recenti fatti per giochicchiare con uno dei paradossi del linguaggio politicamente corretto, che laddove si impone di nascondere un pregiudizio, lo svela.
4 il tuo appunto è talmente generico da poter essere applicato anche a se stesso.
io potrei accusarti di aver scritto un commento che salta di palo in frasca, infarcito di luoghi comuni e tanta ignoranza. dicendolo, non starei dicendo niente, perché non starei usando argomentazioni. starei semplicemente esprimendo un giudizio di panza.
Ottobre 9, 2007 a 1:01 pm
Carlo, secondo me la differenza la fa l’interpretazione che si dà ai fatti: se ruba un Milanese è solo un ladro. Ruba un Napoletano è un ladro terrone maledetto, voglia di fare niente, se non una decina di figli che non sa come mantenere. Ugualmente se la monnezza non la smaltisce Siena è un problema, se la monnezza resta nei vicoli di Napoli ci si sente autorizzati a chiamarla fogna d’Italia. Facile no, per un padovano?
Ottobre 9, 2007 a 1:37 pm
> engi
a padova sono “in vacanza”, vivo a roma e a roma, come nel resto del mondo, se uno ruba, è un ladro.
quel che voglio dire, tra le altre cose, è questo: se a siena un empolese scrive siena fogna nessuno si scompone, perché, sotto sotto, nessuno pensa che un empolese pensi che siena sia una fogna se non, come dire, in senso lato (se lo dice un milanese di un napoletano, invece…
quel che vuoi dire tu, non l’ho capito.
faccio comunque notare che io, che non ho detto napoli fogna d’italia, mi sono sentito vomitare addosso una pletora di milano fogna d’italia detto da napoletani (nel qual caso, immagino, si possa dire.)
la logica paradossale che ridicolizzo (e qui nessuno capisce) è quella per cui un nero può dire negro a un nero, ma un bianco no. un trentino può dire terrone a un veronese, ma un veronese a un napoletano no.
ah, poi, scusa: non capisco perché dovrebbe essere più facile per un padovano dire che napoli è una fogna? potrei pensare che tu dica che è facile perché qui va tutto bene e là tutto male? e per colpa di chi?
Ottobre 9, 2007 a 3:00 pm
E’ facile a Padova parlar male dei “terroni”: nessuno si scandalizza o ti taccia di avere quanto meno dei preconcetti. Mentre a te, vedi, già fa specie il fatto che un napoletano possa dire di Milano, quello che i milanesi hanno già detto di napoli. E comunque a me non sembra che la tua posizione sia così neutrale: piuttosto noto tra le righe qualcosa che somiglia a un “in effetti i milanesi hanno ragione, ma io qui non lo posso dire”. E’ comunque fuori discussione che Napoli sia una città con dei problemi enormi, ma in quanto al fatto che a Padova tutto va bene non ne sarei poi tanto sicura. E te lo dico io che a Padova ci vivo e non ci vengo in vacanza.
Ottobre 9, 2007 a 3:47 pm
http://carlomelina.wordpress.com/commenti/
Ottobre 9, 2007 a 3:51 pm
http://carlomelina.wordpress.com/commenti/
Ottobre 9, 2007 a 4:11 pm
Secondo me il discorso non dovrebbe vertere sul politicamente corretto o no (che poi il politicamente corretto è una grandissima cazzata, detto tra noi in modo informale, le cose dipendono da come vengono dette)… il discorso dovrebbe essere incentrato sull’ambiente, sul clima culturale in cui nascono alcune forme di razzismo come quello in cui probabilmente è nato lo striscione di San Siro.
Quello di Siena-Empoli potrebbe essere stato ispirato da quello dei “tifosi interisti” (tra virgolette perchè tra i tifosi interisti ci sono anch’io) della sera prima… probabilmente… e comunque l’ambiente e la cultura sono talmente diversi che non penso gli empolesi si possano tacciare di razzismo contro i senesi.
Su Italia-Francia inutile commentare. Non mi vergogno dei fischi, ma del fatto che ogni volta ci sia l’occasione dobbiamo mostrare a tutti di essere un piccolo paese. Del resto, ognuno ha quel che si merita.
Ottobre 9, 2007 a 4:22 pm
> engi
tu dici: E’ facile a Padova parlar male dei “terroni”: nessuno si scandalizza o ti taccia di avere quanto meno dei preconcetti.
immagino tu intenda che a fra padova è facile parlare di terroni senza litigare. in che significa che quel che tu dici è che i padovani sono razzisti.
tu dici: Mentre a te, vedi, già fa specie il fatto che un napoletano possa dire di Milano, quello che i milanesi hanno già detto di napoli.
giochiamo a chi viene prima, uovo o gallina?
tu dici: E comunque a me non sembra che la tua posizione sia così neutrale: piuttosto noto tra le righe qualcosa che somiglia a un “in effetti i milanesi hanno ragione, ma io qui non lo posso dire”.
le tue sensazioni sono tue sensazioni. io qui però dico quello che voglio, non quello che posso.
tu dici: E’ comunque fuori discussione che Napoli sia una città con dei problemi enormi, ma in quanto al fatto che a Padova tutto va bene non ne sarei poi tanto sicura.
io qui non ho niente da obiettare: napoli ha enormi problemi, ma anche padova non scherza.
tu dici: E te lo dico io che a Padova ci vivo e non ci vengo in vacanza.
se il tuo è un tentativo di rivendicare l’autorità sulle tue conoscenze sui mali di padova, cedo subito lo scettro in merito, ancorché in “vacanza” io qui ci sia dai miei cari progenitori.
Ottobre 9, 2007 a 4:30 pm
> sbloggato
tu dici: Secondo me il discorso non dovrebbe vertere sul politicamente corretto o no (che poi il politicamente corretto è una grandissima cazzata, detto tra noi in modo informale, le cose dipendono da come vengono dette)… il discorso dovrebbe essere incentrato sull’ambiente, sul clima culturale in cui nascono alcune forme di razzismo come quello in cui probabilmente è nato lo striscione di San Siro.
in riferimento allo striscione di cui sopra, non ad altri, non parlerei di razzismo, in quanto razzismo significa atteggiamento o pratica di chi disscrimina fra razze. non vedo discriminazione, in quello striscione, ma un’offesa gratuita.
il che non significa che non siano razzisti gli autori dello stesso.
tu dici: Quello di Siena-Empoli potrebbe essere stato ispirato da quello dei “tifosi interisti” (tra virgolette perchè tra i tifosi interisti ci sono anch’io) della sera prima… probabilmente…
il mio era un esempio, uno striscione immaginario apparso senza che ne fosse apparso uno uguale il giorno prima a san siro, pensavo fosse ovvio, così non era, ora lo è.
tu dici: e comunque l’ambiente e la cultura sono talmente diversi che non penso gli empolesi si possano tacciare di razzismo contro i senesi.
e quando lo dici, dici una stronzata, argomenterò il perché:
1 ci sono razzisti a napoli, milano, siena e empoli.
2 durante derby siena-empoli di offese e cazzotti ne viaggiano dalla notte dei tempi.
tu dici: Su Italia-Francia inutile commentare. Non mi vergogno dei fischi, ma del fatto che ogni volta ci sia l’occasione dobbiamo mostrare a tutti di essere un piccolo paese. Del resto, ognuno ha quel che si merita.
e qui la tua proposizione è contraddittoria. prima dici non mi vergogno dei fischi, ma del fatto che ogni volta diamo l’impressione di essere un piccolo paese. piccolo paese perché? perché alcuni hanno fischiato, vien da pensare da quello che hai scritto. ergo, vien da pensare che tu non ti vergogni dei fischi ma del fatto che qualcuno abbia fischiato.
che poi ognuno abbia quello che si meria, io non lo credo proprio, ma qui evito di esemplificare. qualcuno potrebbe darmi del razzista, visto l’insipienza che gira.
Ottobre 9, 2007 a 4:37 pm
perché cancelli un commento che non ti ha insultato?
se non era all’altezza basta o era troppo corto basta dare delle coordinate prima, almeno uno ci pensa su.
Alex
Ottobre 9, 2007 a 4:43 pm
> alex
pensaci su, allora, ché il contributo di uno che vien qui a scrivere che “giulietta è una puttana” vale quanto lo stronzo di gatto per una suola di scarpa.
Ottobre 9, 2007 a 5:21 pm
Carlo, che tu possa dire quello che vuoi mi sembra non si possa contestare. Ciò chiaramente non vale per i tuoi ospiti. In quanto ai padovani razzisti, ebbene sì, la gran parte (e dico la gran parte, non tutti) sono razzisti!!! A volte gli viene dato motivo di esserlo, altre no. Per quanto riguarda i luoghi della tua villeggiatura, mi parevi così pronto ad affermare che qui tutto funziona bene e a Napoli no, che in qualità di residente mi sono permessa di esprimere la mia ipinione, seppur contraria alla tua. Infine se vogliamo parlare di uova e di galline (anche se non padovane), mi sembra il discorso si svolga su un piano diverso: nessuno è giustificabile per aver definito una qualsiasi città d’Italia “fogna”, certo che se qualche napoletano imbecille lo ha scritto nel tuo blog, forse ha un valore diverso da uno striscione esposto allo stadio.
Ottobre 9, 2007 a 5:31 pm
> engi
in qualche modo ci siam spiegati. pace fatta. ci vediamo da baessato alle 19.00.
Ottobre 9, 2007 a 5:34 pm
ecco cosa volevo sentirmi dire!!! Baci, Engi
Ottobre 9, 2007 a 5:55 pm
hai letto male: ho detto che forse non era stata digerita l’affermazione di cui sopra a sua volta in risposta alle capacità eruttive del Vesuvio.
Eppoi può capitare di passare per caso e come si dice: “volevo partecipare”, e le probabilità che sia uno stronzo di cane sono maggiori di quelle di gatto.
dimenticavo: non ho motivi di risentimento in quanto non ho radici padane o partenopee e del “gioco del calcio” e dei suoi falli da dietro poco mi importano.
Una domanda: adesso Dida, gigante d’argilla si beccherà i “buh-buh” dagli spalti?
Saluti
Alex
Ottobre 9, 2007 a 6:14 pm
> Alex
forse se li beccherà. interessante sarà vedere se si innalzeranno i coriferi in sua difesa, in quanto nero.
ah: non ho dato della merda di gatto a te, ma ho detto che il contributo di chi dice che “giulietta etc.” è utile quanto uno stronzo di gatto per una suola.
Ottobre 9, 2007 a 8:28 pm
[...] in merito alla polemica scoppiata nel blog di Carlo in seguito ad un post che riportava l’affermazione di alcuni tifosi interisti che hanno [...]
Ottobre 10, 2007 a 12:36 am
Hai fatto bene, ero d’accordo con te! Solo che stavo guardando quel macello che ti hanno fatto e all’improvviso si e sparito, e sono rimasti, come morti sul campo di battaglia, i nomi. Sul calcio mica potrei parlare, per cui nemmeno ne parlo.
Ottobre 10, 2007 a 10:45 am
Non capisco perchè se la prendano così tanto, soprattutto i Napoletani che conoscono bene la loro tragica condizione. In fin dei conti, la dicitura apparsa sullo striscione è errata. Napoli non potrebbe mai essere la fogna d’italia, mancano le infrastrutture per il verificarsi della cosa. L’esatta dicitura avrebbe dovuto essere: “Napoli Pattumiera d’Italia”. Ma anche in questo caso ci sarebbe un errore dimensionale, poichè da diverse inchieste è stato svelato che i rifiuti che arrivano qui, provengono un po da tutto il mondo.
Ottobre 10, 2007 a 12:21 pm
Anche i fischi ai Francesi che possono non essere simpatici cugini sono da condannare,insomma il fair play è parola soltanto inglese? Si tratta comunque di rispetto,per gli altri,che siano napoletani,senesi; ma non eravamo in Europa?
Disquisizioni geografiche e banali campanilismi a parte mi pare che la questione vada valutata da un punto di vista sportivo: tirare una bottiglietta in campo, tifare “contro” e non per, sono atteggiamenti che andrebbero educati. Risolti questi problemi credo che gli stadi sarebbero un posto civile in cui DIVERTIRSI.
Altro punto è: la giustizia è uguale per tutti. Squalifica del campo o multa sono delle sanzioni da applicare in tali casi,se non sbaglio. E’ anche questo ciò che va tenuto sott’occhio.
Ottobre 10, 2007 a 1:37 pm
> francesco
touché.
> dario
mica tanto europeisti i cugini. e manco io.
Ottobre 10, 2007 a 5:01 pm
E’ vero!!!
Napoli ha tante qualità positive ma è sicuramente anche il simbolo, il ricettacolo della peggiore italianità, del lassismo autocompiaciuto, della mancanza di senso civico.
Il luogo dove il ladro non è ladro e dove non si è abbastanza civili e organizzati per potersi togliere la monnezza dalle strade.
Quindi affermare “Napoli fogna d’Italia”, a parte l’ingeneroso accostamento tra il “pulitissimo” resto d’Italia e la Napoli “fogna” che dovrebbe contenerne gli scarti, mi sembra uno slogan che, grosso modo, rende l’idea di quella che è la tragica situazione della mia città.
Quasi sono d’accordo con te anche sul fatto che è assurdo scandalizzarsi per ciò che descrive la realtà per quella che è.
Il problema, caro Carlo Melina, è lo scopo ed il contesto in cui tale descrizione più o meno corretta della realtà viene urlata.
Il contesto: Stadio San Siro. Ci si dovrebbe giocare al calcio (uno sport) e, sugli spalti, si dovrebbe incitare la propria squadra e gioire per le sue vittorie (tra l’altro, l’Inter ha vinto e anche meritatamente)
Lo scopo: L’offesa, l’ingiuria. Nient’altro.
assieme a “napoli fogna d’Italia” c’era “benvenuti in Italia” (in contrasto con il precedente), “Ciao Colerosi” e tanti cori inneggianti una (non improbabile) eruzione del Vesuvio.
Quindi anzichè scandalizzarti per i lamenti che ne derivano scandalizzati del fatto che a Milano in un momento di Sport c’è qualcuno che preferisce ironizzare con razzismo sulle tragedie di una parte della sua Nazione, e, peggio ancora, c’è qualcuno che anzichè preoccuparsi degli incivili insulti-trave si preoccupa delle reazioni-pagliuzza.
Nicola
Ottobre 10, 2007 a 5:31 pm
> nicola
su quello che si dovrebbe o non dovrebbe fare allo stadio possiamo anche non essere d’accordo, ma non è questo il punto, ancorché tu non possa negare che tanto fanno alcuni ultras interisti quanto alcuni ultras di tutte le altre squadre.
vedi, il punto è che io non mi scandalizzo affatto. io mi incazzo, è diverso: e ciò che mi fa incazzare sono le censure imposte da chi si scandalizza - che peraltro presuppone il giudizio di chi insulta nella misura in cui censura a comparti, vedi esempio siena-empoli.
le reazioni non sono affatto pagliuzza, piuttosto testimoniano un atteggiamento molto più pericoloso di quello canzonatorio, che peraltro è più vecchio del calcio e inalienabile (vivaddio!): la volontà di imporre sulla realtà un codice di comportamento “vuoto”, di volerla reinterpretare secondo le categorie “vuote” del politicamente corretto e di fatto, di riscriverla “vuota”.
Ottobre 10, 2007 a 5:34 pm
Daje Carlè! Questi ci vogliono insegnare anche a tifà. QUesti che magnano grazie a noi. Questi che senza di noi gli stadi sarebbero vuoti. Io ho il diritto di dire e di pensare quello che voglio. Anche allo stadio ma non solo.
Ottobre 10, 2007 a 6:44 pm
> core
già.
Novembre 1, 2007 a 11:14 pm
sì però, prima di aprire un blog, bisognerebbe almeno provare a scrivere in un italiano decente. Alcuni neologismi - rectius errori di italiano - mi hanno fatto passare la voglia di leggere. Pertanto, volendo tralasciare giudizi sul suo stile, le consiglio di iscriversi alla scuola dell’obbligo. Tanto più che, noto, siamo scarsi anche a cultura generale…
Novembre 2, 2007 a 12:21 am
> pizzì
dello stile possiamo discutere. gli errori invece, di grazia, li segnali. potendo, proverò a correggerli - mica per altro: salvaguardare dalla noia i lettori, magari proprio quelli del suo blog, ai quali non ha voluto, in un impeto di indignazione, risparmiare tanta verbosità.
Novembre 2, 2007 a 2:27 am
http://carlomelina.wordpress.com/commenti/