Una delle caratteristiche tristemente definitive dei rapporti umani è, io credo, l’insolvenza. Neppure volendolo, e comunque raramente, si riesce a restituire alle persone quanto si è ricevuto in termini di solidarietà, affetto e fiducia – per non parlare di invidia, odio e sicumera…
per questo credo siano necessarie le note forme di regolamentazione pubblica dei rapporti e, fra tutte, più delle altre sia necessaria quella che il volgo chiama “matrimonio”.
Due innamorati, per quanto tali, non hanno altro che la propria panza a garanzia del loro amore. Ciò assodato, è bene che scendano in pubblica piazza e là si prendano in sacro vincolo – per tutelare la loro buona volontà, per assicurarsi contro probabili insolvenze, per vivere davvero l’esperienza di un rapporto – mica per altro.
Per quanto sia auspicabile che i matrimoni non siano mai più d’uno a coppia, è altrettanto tale, ma questa volta per i convitati e non per gli innamorati contraendi, che le celebrazioni avvengano scaglionate…
quanto meno per scongiurare l’orribile eventualità che, con i loro tentativi di proteggersi dal rischio, i contraendi finiscano per mettere terzi in condizione di insolvenza.
Specifico: negli ultimi mesi si sono decuplicate (da una a dieci) le coppie di amici che, con grande entusiasmo, mi hanno invitato a pubbliche funzioni e successive pappatorie.
Il susseguirsi incalzante delle cerimonie, peraltro tutte commoventi e gioiose assieme, sta però finendo per mettere nella suddetta condizione (quella di insolvente) proprio l’ignaro e, felicemente single, sottoscritto. Difatti, se è vero che per non rinunciare agli sfarzi del cerimoniale alcuni contraendi hanno aperto un mutuo in banca, è altrettanto eventuale che se il ritmo degli sposalizi non tenderà a rallentare, egli (cioè me medesimo) si vedrà tristemente costretto ad aprire un mutuo a sua volta, dovendo garantire ai prossimi contraendi il benedetto patto, oltre alla solita presenza e al medesimo entusiasmo, regali altrettanto sfarzosi.


Settembre 30, 2007 a 1:16 pm
Povero te e povera me, e poveri invitati!
E si, i regali del matrimonio, figuriamoci quanto spese! E poi pensare a quello se avessi regalato un bel completo di piatti porcelani o di bicchieri cristalli che finiscono sul muro o attraverso la finestra quando la sposa o lo sposo sono bravi e veloci a spostarsi dalla via delle tazze volanti!
Comunque io ancora sogno – perche qualche volta sono pure io romantica – che una volta e (probabilmente) per sempre posso dire si a un’uomo (probabilmente gia nato e non e ancora in pensione).
Per sicurezza: per me bastano i piatti e bicchieri di plastica.
Settembre 30, 2007 a 5:09 pm
..molti amici che si sposano (altrettanti che addirittura fanno figli). un’altra cosa in comune. ah!
come donna, personalmente annovero tra i danni materiali provocati dal proliferare di cerimonie, anche l’obbligo di acquistare elegantissimi abiti “usa e getta” (una caduta di stile sarebbe riutilizzarli in occasione di successive celebrazioni)
e poi le marcette nunziali non funzionano manco come ninnananne.
io, ormai ufficialmente insonne.
Settembre 30, 2007 a 6:08 pm
per non parlare delle scarpe usa e getta!
((
per una che come me ha problemi coi matrimoni, soprattutto degli altri, e viaggia in ballerine, dover cedere e comprare delle scarpe con tacchi alti e incorrere nel rischio di sembrare un cinghiale azzoppato, gli sponsali sono più cerimonie di mestizia che di felicità…
io odio i matrimoni. per svariati motivi. e il 13 mi tocca andare a uno e fare pure l’autista…
Settembre 30, 2007 a 6:15 pm
Povere noi, donne! E vero. Preferisco quando ci sono piu matrimoni in una stagione e poi per tanto tempo, cosi posso prendere lo stesso vestito! Almeno posso risparmiare un po’.
Commuovente pure il destino di Ilaria. Io ho preso i mezzi pubblici, come il treno e l’aereo quest’estate!
Settembre 30, 2007 a 6:20 pm
lo stesso vestito si può riciclare solo se gli invitati non sono gli stessi. altrimenti si viene tacciate di essere cafone… però è una vera ingiustizia: gli uomini di mettono un completo grigio o blu o gessato e sono sempre perfetti! ma a noi single chi ce li regala i vestiti se non il nostro portafogli?
Ottobre 1, 2007 a 12:51 pm
…c’è del veterofemminismo in quest’ultimo intervento. (;-))
esco e vado ad incatenarmi a un lampione.
Ottobre 1, 2007 a 4:03 pm
> signorine
al solito, arrivano le femmine e si mettono a parlare di vestiti. (;-))
Ottobre 1, 2007 a 4:14 pm
…
Ottobre 1, 2007 a 4:43 pm
ah beh, mica solo di vestiti!
domani vado in agenzia viaggi per il dono nuziale… se ne vanno in sudafrica… e io qui a precariare da un tribunale a un altro…
Ottobre 1, 2007 a 8:24 pm
post e relativi commenti mal si addicono alla penna di un intellettuale cattolico, fiero sostenitore di iniziative quali il family day.
Ottobre 1, 2007 a 8:25 pm
Carlo, benedetto tra le donne, io nel primo commento ho scritto sui regali – devi guardare bene – e solo il nostro triste destino! Tu non puoi capire la sofferenza di una donna quando apre i suoi armadi e dice tra le lacrime: Mo cosa mi metto, non ho nessun vestito!
E alla fine per te rimane il godimento di vedere donne belle intorno a te.
Ottobre 1, 2007 a 9:08 pm
(e comunque non e vero che noi donne parliamo solo dei vestiti, parliamo pure SU DI VOI, uomini.)
Ottobre 1, 2007 a 10:57 pm
Mah, visto che ti mancava una voce sul matrimonio. Devo confessarti io ero presente al matrimonio di una coppia (quello della mia unica amica d’infanzia) in quest’estate.
)
E cominciato con il matrimonio civile, poi continuava con quello cattolico con una messa di 1,5 ora perche veniva tradotta. e poi siamo andati in una taverna dove ci portavano 7-8 piatti diversi. (piu ho preso il mazzo della sposa, mah, mi sa che bel qualche bell’anno rimarro single). Poi ho preso l’aereo e andavo al terzo matrimonio che era una benedizione in una capella molto bella ma non cattolica, e abbiamo finito con una cena meno buona ma carissima in un palazzo. E poi, se tutto andra bene e il buon Dio lo vuole fra due settimane finiranno il loro viaggio di nozze qua a Roma, e andranno dal papa alla benedizione degli sposi novelli. (ormai manca solo il rabbi e il dalai lama…
Eh vedi. tanti soldi per un si irrevocabile!
Ottobre 1, 2007 a 11:51 pm
> una
chiedo perdono, allora.
> tommaso
fiero mica tanto.
Ottobre 2, 2007 a 11:46 am
Carlo, ego ti absolvo…
Ottobre 2, 2007 a 12:59 pm
Io ne ho uno sabato. E i pacs o come si chiamano? Anche in quel caso sfarzosi regali?
Ottobre 2, 2007 a 1:04 pm
eh, no! almeno a quelli no! e poi per ora in italia il problema non si pone
Ottobre 2, 2007 a 1:24 pm
Eh, per adesso no, ma poi? E una bella domanda odorojodo! Cosa faranno quelli (e questa non e una domanda cattolica) chi pensano al matrimonio come una cosa tra due diversi sessi e dovrebbero andare a un matrimonio pacs? Se vai, non sei fedele alle tue idee, ma in un certo senso accetti quelle opposte, se invece non vai sei discriminante – per non dire altro.
Ottobre 2, 2007 a 1:35 pm
eh già, è proprio un bel problema… non ci avevo pensato. mh…
Ottobre 8, 2007 a 11:04 pm
Eh si. Perche non possiamo immaginare che dei nostri amici avessero tale scelta, ma puo capitare!
Invece l’essere single e piu naturale per noi.
Ho letto una frase umoristica sul newsletter Buongiorno sui single. Perdonatemi ma la condivido:
Olanda. Una ricerca compiuta su 10 milioni di olandesi rivela che chi è single è stressato, depresso, mangia male, beve troppo e fuma troppo. E questi sono anche i motivi per cui è single.
> Daniele Luttazzi