[attenzione: post ad alto contenuto emozionale, prestarsi alla lettura con l'addomesticata misericordia che si deve a inutili frammenti, pensierini e altre paccottiglie da moleskine – o a un romanzo di formazione di erri de luca.]
La discoteca X è nel posto Y - di quelli che esistono più nelle cartine geografiche che nella vita delle persone. Fai conto uno di quei posti tipo Taglio di Po, Corbola o Corcrevà. Un’oretta di macchina da Padova. Poco più, poco meno.
Nella discoteca X non metto piede da, facciamo, dieci anni. Difatti i personaggi in coda all’entrata hanno quasi tutti una decina d’anni meno di me. Per questo avanzo in gran pompa, li scavalco e impettito mi faccio riconoscere dal buttafuori: “sono l’ospite dell’ospite della serata”. Quindi niente coda, niente biglietto, bere gratis.
La discoteca X non è cambiata di una virgola: stessi divanetti, stessi barman (sic!), stessi adolescenti agghindati secondo moda, a corteggiar le medesime adolescenti più o meno alla moda, con una silhouette più o meno imbarazzante, costretta nelle linee di quella che dovrebbe essere la moda del momento.
L’ospite, meravigliosa come dieci anni fa, se ne sta davanti alla consolle: balla, canticchia… fa l’ospite, insomma. E io faccio l’ospite suo. Bevo gratis, mi guardo in giro, fumo un’altra sigaretta. E penso - cose tipo che erano anni che non facevo l’ospite dell’ospite, che allora era insopportabile, ora quasi dignitoso.
Sarà che col tempo ci si rassegna, che si impara qual è il posto che si meritano certe persone e soprattutto quello che gli si deve concedere per andarci d’accordo. Sarà, ma col tempo un sacco di cose si dimenticano. E soprattutto ci si dimentica di quelle che danno soddisfazione. Si confondono gli obiettivi e i surrogati. E si finisce per inseguire quelli, che gli obiettivi son fuori mano, peggio, fuori moda.
Sia: nel frattempo l’ospite finisce di fare l’ospite e finalmente ce ne andiamo dalla discoteca X. Finalmente l’ospite può cominciare ad essere se stessa e io ad essere l’autista.
Una birretta, qualche conforto, una promettente telenovela di buoni propositi e ciao. La lascio davanti a casa dei suoi progenitori, ingrano e via… verso casa, sorpreso da mille interrogativi - a casa dei miei progenitori che cortesemente mi ospiteranno.
“Sono soddisfatto?”
Soddisfattissimo, direi. Neanche le due e sono stranamente soddisfatto. Diversamente da quando torno a casa, magari più tardi, magari celebrando l’ultima impresa da palmares (più nuova, più incredibile, più estrema), sempre rimestando come un ladro. Soddisfattissimo, davvero soddisfatto, e tanto basta per sorprendermi: sì, c’è un nebbia da ochi.
Sarà la soddisfazione, ma l’oretta di nebbia non mi spaventa - a mala pena mi costringe a rallentare. In fondo è la stessa che c’era dieci anni fa, la stessa nebbia su una strada che conosco a memoria. La strada fra casa mia e casa del primo amore. Non l’autostrada sgombra e ben illuminata fra il domicilio del momento e i vari surrogati. Ma l’unica strada lungo la quale valga la pena di raccogliere buoni propositi.


Settembre 24, 2007 a 9:07 am
Signor Melina, cominciare la settimana con la lacrimuccia è un piacere. Sarà che anche fra Brescia e Orzinuovi c’è una fitta nebbia.
Buona settimana e auguri per i suoi buoni propositi.
Settembre 24, 2007 a 9:48 am
> Fede
ognuno ci ha le sue di nebbie. l’importante è di averci anche i fari adatti.
Settembre 24, 2007 a 11:13 am
” Sarà che col tempo ci si rassegna, che si impara qual è il posto che si meritano certe persone” - Stai invecchiandoti, Carlo! Ma stia attento alle strade e alle nebbie, quelle possono cambiarsi cosi che tu non te ne accorga!
Settembre 24, 2007 a 1:48 pm
che dire? il primo amore non si scorda mai…
Settembre 24, 2007 a 1:52 pm
> una
parla per te.
> ilaria
il bel tacer non fu mai scritto.
Settembre 24, 2007 a 1:56 pm
grazie.
Settembre 24, 2007 a 2:09 pm
E povera Ilaria! Nell’eterna lotta fra primo amore e surrogati mi pare che ti stai sbilanciando troppo verso il primo. Abbi addomestiacata misericordia anche con i surrogati, di questi tempi non si sa mai.
Settembre 24, 2007 a 2:24 pm
> antonio
il web non è il luogo della democrazia. e qui comando io - ne avrò, comunque.
> ilaria
ci mancano il punto e virgola e la parentesi chiusa per far diventar meno duro il mio al tuo? suvvia, gne gne.
Settembre 24, 2007 a 2:31 pm
Ma dai, 10 anni per maturarsi, non e male! Certo parlo pure per me, ma non penso proprio che tu sia lo stesso spiritoso adolescente che 10 anni fa. In questo senso che dico stai invecchiandoti e per questo anche se non ti sembrasse pure le nebbie e le vie cambiano.
Settembre 24, 2007 a 2:36 pm
Cioe, scusami, se non consapevolmente ti ho offeso. (devi sempre contare che io sono solo una straniera)
Settembre 24, 2007 a 3:01 pm
Settembre 24, 2007 a 4:18 pm
Siamo sicuri che questo post l’hai scritto tu? In mezzo alla nebbia ti hanno rapito gli alieni?
L’accettazione è il primo passo per prenderlo nel culo…
Settembre 24, 2007 a 4:26 pm
> jacopo
quale animosità per un misero raccontino. sia quel che sia, è bello ogni tanto lasssiarsi ‘ndare a qualche vena un pelino più di superficie, no?
Settembre 25, 2007 a 12:14 am
La strada fra casa mia e casa del primo amore *…* l’unica strada lungo la quale valga la pena di raccogliere buoni propositi.
niente male, fa molto commedia romantica.
Settembre 25, 2007 a 12:14 am
lieto fine for sure.
Settembre 25, 2007 a 12:17 am
> monichetta
quella fra casa tua e casa del tuo amore di buoni propositi non è manco lastricata. ma quanti ulivi, aranceti, capre al pascolo… gne gne gne - avevo chiesto misericordia.
Settembre 25, 2007 a 12:26 am
[potevi lasciarlo, quel post incommentabile]
Settembre 25, 2007 a 12:30 am
> milla_
servito, tresor. stavo riassettando la giustificazione. anzi no, messo in privato. in attesa di ripensamenti.
Settembre 25, 2007 a 9:12 am
mr carlo….
che sorpresa imbattermi in questo…sito??..may I call it that way or is it preposterous…(just kidding..some old resentment)
maybe gimme a call some time..
for old time’s sake
Settembre 25, 2007 a 10:06 am
Mah, mi sa che c’e una lunga fila dei diversi commenti. Ammazza, o! Devo rileggere il testo di darne nuovi valori!
Settembre 25, 2007 a 10:37 am
> la giugliana
the misrepresentation of self is a wide spread phenomenon on the web 2.0.
> una
leggi un classico, al max von balthasar. diceva il signore: ” nei commenti non c’è la verità.”
Settembre 25, 2007 a 10:49 am
“Il suo blog è visitato solo da donne.”
“Ma dai. E froci? Neanche uno?”
Settembre 25, 2007 a 1:04 pm
I might as well get that u don’t wanna talk 2 me privately!!!
then I guess this is it.. cause I’m not that fond of public speeches.
c u around
G
PS (as I always said: It’s up to you!)
Settembre 25, 2007 a 2:05 pm
Eh, lo sappiamo, ma dietro i commenti c’e una persona con chi si puo fare battute, dialogo, incontro, amore, e millaia di altre cose. (Ah, sono diventata troppo filosofica. La vicinanza dei miei santi prossimi.
)
(ah,mo vedo, mi sa, dovrei far proteggere il “mio” logo. se contiunera cosi, devo cambiarlo. Carlo, e altri, non confondetemi con uno_straniero. Io sono una!
)
Settembre 25, 2007 a 2:18 pm
> uno
donne e ciellini.
> milàn (aka giulia)
ah, certo, ora ho capito. no no, parliamo, anche privatamente.
> una
confonderti? mai potrem!
Settembre 26, 2007 a 6:11 pm
http://jacopomogicato.wordpress.com
Settembre 29, 2007 a 11:18 pm
> jacopo
spammone!