I santi del mese

30/08/2007

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Ricevo e condivido:

Il Papa nel suo bellissimo libro “Gesú di Nazareth” ha un bellissimo e provocante paragrafo sulla medicina dove, afferma: “Chi vuole veramente guarire l’uomo, deve vederlo nella sua interezza e deve sapere che la sua definitiva guarigione puó essere solo l’amore di Dio”. Dire che mi sono comosso leggendo queste parole é poco sia perché ho visto e vedo nella mia persona questa veritá dopo anni e anni di depressione terribile che non auguro neanche a un cane, e sia per quello che in ogni istante accadde nel mio ospedale.

La foto che vedete é una grande storia di miseria umana in tutti i sensi e di una innocenza che ha pagato e paga le conseguenze di questa miseria, soffrendo, offrendo, amando e soprattutto perdonando. Lui, ammalato grave di AIDS, contagia l’innocente compagna (e nasce una bimba con i sintomi dell´AIDS).
Il primo ad arrivare all’ospedale é lui, una vita di miseria, figli un po’ di qua e un po’ di là. E’ un uomo distrutto, ma già il primo abbraccio, la prima tenerezza gli apre il cuore alla speranza.

Passano i giorni e il Santo Sacramento che tre volte al giorno lo visita, lo guarda, gli sorride (perché cosí é la Eucarestia nella mia vita e nella vita dei miei ammalati), piano piano lo aiuta a guardare con gli stessi occhi la sua miseria e chiede di confessarsi.
Accadde il miracolo: l’AIDS diventa una grazia e l’inizio di un cammino di santitá. La compagna, anche lei grave, viene a visitarlo. Ha giá tre figli e solo la piú piccola appartiene ad entrambi. E’ una giovane donna di 29 anni e lui ne ha quasi 50. Vive nella miseria con i suoi bimbi, adesso é completamente sola. La vedo magrissima, pallida, sviene.

Capisco che ha bisogno di tutto, ma sopratutto di amore. Cosí, assecondando il desiderio di venire ogni tanto a vedere il compagno che non solo ama e al quale ha anche perdonato di averla infettata, le garantisco i pochi soldi che le servono per la corriera. Cosí ogni settimana viene a visitare il compagno e a ritirare cibo per i suoi bambini.
Peró la sua situazione precipita e dobbiamo ricoverarla nella clinica. Anche per lei il Santo Sacramento sará il cammino della salvezza. Una salvezza meravigliosa.

Un giorno mi dicono: “Padre, vogliamo che il nostro amore, prima di morire, si trasformi in sacramento”.
Una breve preparazione, perché giá il dolore era e segue, essendo la preparazione migliore… e arriva il giorno delle nozze.
La clinica é in festa, gli ammalati di AIDS sono la corona attorno all’altare, i terminali di cancro i fiori dal loro letto di dolore. La liturgia é semplice peró quando arriva il momento in cui chiedo loro: “siete disposti ad amarvi nella salute (che non c’é piú per loro) e nella MALATTIA per tutto il tempo e per l’eternitá (amare significa dire all´altro: tu non morirai)”, a tutti venne un nodo della gola. I due si guardarono con tenerezza negli occhi e tanto il “peccatore” come la innocente si dissero “SI’”.

Come vorrei, amici cari, che immaginaste quello che successe in quel momento nella clinica. Un uomo che “distrugge” la vita di una donna innocente infettandola con ‘AIDS e poi incontrando il Santo Sacramento non solo vivono il perdono, ma si sposano.

Da quel giorno vivono con noi, lei con una compagna e lui con un compagno di stanza, ma la loro unitá é davvero l’esperienza di “una sola carne”. Alcuni giorni fa la bimbetta che vedete nella foto si ammala e dobbiamo ricoverarla. Finalmente assieme tutti e tre. Lei di due anni ora sta a letto con la mamma, ora con il papá. Peró quando passo con il Santissimo, con i suoi occhi innocenti, lo guarda e sorride.

Ció che fa un ospedale l’antisala del paradiso é l’Eucarestia, il Santo Sacramento esposto le 24 ore, parroco della parrocchia e ora anche direttore sanitario dell’ospedale.

Ultimamente muore gente ogni giorno e ogni giorno é una festa, perché non potete immaginare che significa per questi miei figli poter vedere faccia a faccia Gesú, cosí come lo vedono e lo baciano tutti i giorni, peró non piú come in uno specchio, ma cosí come é.

Di questi tre santi… uno ha ritrovato l’innocenza, gli altri due sono contenti perché convivono le 24 ore con Gesú Eucaristico.

Con affetto
P. Aldo

4 Risposte a “I santi del mese”


  1. bellissimo. thankyou for sharing

  2. carlomelina Dice:

    > lupo
    benedico.

  3. una_straniera Dice:

    Oggi ho avuto un po’ di piu tempo a leggere la Storia, e bella e profonda.
    E tu che ne dici?


  4. [...] Julian, santo del mese (ricevo, pubblico) 6 Novembre 2007 Carissimi amici, “memento mori” e ”memorare novisima tua et in aeternum non pecabis”ci insegnavano quando ancora il cuore dell’uomo non era offuscato dall’orgoglio. Quando la chiesa ricordava incessantemente all’uomo la bellezza del suo destino. Novembre, per noi della clinica è un mese di festa, per noi “chiesa militante” (medici, infermieri, personale, etc.), chiamati a contemplare tutti i giorni la chiesa purgante (quanti muoiono ogni settimana) e la chiesa trionfante (i piú dei 350 che in tre anni abbiamo accompagnato in paradiso. L’ultimo è di ieri. Si chiamava Julian, 43 anni, ammalato di AIDS come sua moglie (diventata tale alcune settimana fa quando ho celebrato il loro matrimonio dopo anni di concubinato e…). [...]


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