Con ignoti, l’altro dì, si teneva tenzone circa un fatto capitato a conoscenti. Dispiegandosi la medesima tenzone sur li binari della noia da un dipresso all’altro, si giunse a farsi beffe della tragedia capitata. E, burlando, ciascun volle dire il suo sur medesimo discorso e anch’io lo dissi, per non mancar di cortesia tanto all’altri quanto alle voluttà della favella mia. Questo che viene, appunto, è il mio discorso – sur qual tutti posson favellare, dacché ne ho fatto fatal catena.
Scrivi ne’ commenti le ultime cinque sonate con cui t’accompagneresti se decidessi di levarti torno da le brache del mondo e siguentemente specifica il metodo che utilizzeresti nel qual caso.
5 la guerra è finita, di B.
4 vedrai vedrai, di T. L.
3 pescatore, di B. P.
2 canzone degli occhi e del cuore, di C. C.
1 preghiera in gennaio, di D.A. F.
† nel qual caso, pe’ rispettar l’estetica e la comodità assieme, utilizzerei la trave e la corda stretta al collo.


Febbraio 24, 2007 a 2:16 pm
Credo che il Dies Irae di Mozart sarebbe sufficiente a farmi cambiare idea all’istante.
Febbraio 24, 2007 a 7:16 pm
5 italia italia di mino reitano
4 tapparelle di elio e le storie tese
3 la canzone popolare di ivano fossati
2 la canzone dei paracadutisti di folgòre
1 bandiera rossa di compagno Karl
† nel qual caso mi getterei giù, volando sopra ad una scogliera.
Febbraio 26, 2007 a 12:32 pm
Italia Italia di Mino Reitano? Che tristezza, piuttosto il suicidio davvero.
nel qual caso, io mi getterei nelle acque del Tevere perché questo sarebbe davvero romantico e tra i flutti sarei anche in buona compagnia;)
Febbraio 26, 2007 a 1:15 pm
> Vito
non ti facevo così volubile.
> Picchio
erm.
> Federica
sbranata dai ratti? non vedo il romanticismo.
Febbraio 26, 2007 a 3:28 pm
†
Febbraio 26, 2007 a 10:27 pm
> M
non farlo disperato ragazzo mio.