Sei a Padova. Devi spedire un plico. Ti presenti in tabaccheria. Il gestore caccia fuori una busta che lo calza a pennello. Pesa tutto. Appiccica il francobollo e ti presenta il conto: 2,75 euro.
Sei a Roma. Devi spedire un plico. Ti presenti in tabaccheria. Il gestore caccia fuori due buste: una è troppo piccola, l’altra troppo grande.
“Mi dia la più grande.” dici tu.
“E tu damme ‘n euro.” dice il gestore.
“E i francobolli?” dici tu.
“Me spiasce, nun sc’abbiamo valori.” dice lui.
“Ah.” dici tu. E paghi. E cerchi un’altra tabaccheria.
La trovi. Entri.
“Salve, avete valori?” dici tu.
“Certo.” dice il gestore.
“Bene, devo spedire questo.” dici tu, sbandierando la busta col plico dentro.
“Quanto pesa?” dice il gestore.
“Che ne so!” dici tu “non ha mica una bilancia?”
“Non so mica ‘n porchettaro.” dice lui “damme qua.”
Gli passi la busta, la maneggia.
“Sarà ‘n kilo. Damme nove euro.” dice lui.
“Nove euro?” dici tu.
“Senti, si nun te fidi, qua dietro sce sta na pizzeria ar tajo.” dice lui.
“E allora?” dici tu.
“E allora sce vai e provi a vedé se te la pesano là la bbusta.” dice lui.
Ringrazi il gestore per la solerzia, esci e raggiungi la pizzeria ar tajo. Consegni busta (e plico dentro) alla gestrice, che, affatto scomposta, pesa tutto: 0,42 chili. Ringalluzzito, torni nella seconda tabaccheria.
“Meno di mezzo chilo.” dici tu.
“An vedi?” dice lui, sebbene tu non veda cosa ci sia da vedere. “Be’, damme scinque euro e settanscinque.”
“Cazzo!” pensi, ma non lo dici. Infatti, paghi e appiccichi i francobolli sulla busta.
“Senta, la dà lei al postino?” dici tu, indendo la busta.
“E chi lo conosce er postino?” dice lui, non volendo intendere alcunché “si voi, fori sce sta na cassetta.”
“Ma nella cassetta la busta non entra.” dici tu.
“Che voi che te dica?” dice lui “prova a’nnà ‘n posta.”
Raggiungi l’ufficio postale.
Incredibile: è aperto.
Prevedibile: c’è una fila chilometrica.
“Scusate, devo solo consegnare questo!” dici a voce alta.
Incredibile: tutti si scansano. E ti lasciano passare.
Giusto un tipo sulla cinquantina ti guarda male.
“E’ da spedire.” dici all’impiegato, mentre gli metti in mano la busta.
Incredibile: prima la prende, poi sbianca. Allora sbianchi anche tu. Il tizio sulla cinquantina ha appena cacciato un urlo.
“State bboni. Questa è na rapina!”


Febbraio 24, 2007 a 6:54 am
Tu eri lì?
E poi cos’è successo?
Febbraio 24, 2007 a 10:56 am
> kiara
ovvio: ho fatto quello che avrebbero detto qualcosa.
ho detto: “oh, an vedi che io so er fijo de berlusconi”.
Febbraio 26, 2007 a 11:22 am
eheh… tutte a te. ma la scelta delle città è del tutto casuale no? cioè poteva essere la prima napoli e la seconda torino, no?
Febbraio 26, 2007 a 1:16 pm
> davide
la prima napoli, certo.
Febbraio 28, 2007 a 3:49 pm
falla finita!
come stai?
baci baciotti
Febbraio 28, 2007 a 4:02 pm
> monica g.
bene, rinato. viva il papa.