Andrew Howe: oro politicamente corretto

Agosto 9, 2006

- Abbiamo vinto un oro nel salto in lungo. E’ la prima volta.
- Sì, ma l’abbiamo vinto con un atleta nero. Non è la stessa cosa.

- Cosa c’entra che fosse nero. Ha la cittadinanza italiana. E poi, scusa, tutte la altre nazioni hanno atleti di colore.
- Perché?
- Perché i neri sono fisicamente più forti di noi.
- Non è vero che sono più forti.
- Sì che è vero.
- Quindi sono migliori di noi?
- Fisicamente sì.
- Ok. Ma questo cambia qualcosa? Voglio dire, se noi siamo fisicamente più deboli, meritiamo lo stesso rispetto e gli stessi diritti, giusto?
- Certo che sì. Il valore di un uomo non dipende da una qualità particolare, ma dal fatto di essere un uomo.
- Be’, allora, senza offendere nessuno e soprattutto senza voler insinuare che i neri meritino meno rispetto e diritti dei bianchi, posso dire che a occhio siamo intellettualmente culturalmente più forti noi.
- No.
- E perché?

11 Risposte a “Andrew Howe: oro politicamente corretto”

  1. Unonessuno Dice:

    Perchè il problema non è se puoi o non puoi dirlo. Il problema è se puoi dimostrarlo. Io a occhio direi che sbagli. Aspettiamo che si trovino criteri oggetivi per organizzare le olimpiadi di intelletuali e poi vediamo.
    Intanto io ho già il nome del Presidente del comitato olimpico intelletuale:
    Antonio Matarrese.
    Ciao

  2. carlomelina Dice:

    Non che la tesi della maggior forza intellettuale dell’omino bianco sia mia… ma trovandomi qui a difenderla, potrei far notare, non senza qualunquismo, che un ghepardo corre più veloce di un uomo ma non sa scrivere. Oppure che le stesse idee di criterio oggettivo e di misurazione scientifica, le scienze naturali e umane, nonché le competizioni olimpiche sono state fondate per lo più da omini bianchi.

    Per quanto riguarda il Matarro, niente da eccepire. Anzi, facciamolo presidente onorario anche della Voiello.

  3. johnson Dice:

    Ecco il cretino dell’anno, non meriti nessun complimenti solo una offesa, sei un RAZzISTA DI MERDA.

  4. carlomelina Dice:

    @ Johnson
    tu invece sei il buon selvaggio.

  5. Unonessuno Dice:

    Carlo usi due unità di grandezza diverse nel tuo paragone.Qui,fino a prova contraria, si parla di due animali della stessa specie.Non di un ghepardo e di un uomo.
    L’oggettività delle competizioni atletiche prescinde dal fatto che i primi a convenire sull’unita di misura siano stati storicamente bianchi, neri, gialli o verdi.Le unità di misura sono uno standard per la misurazione di quantità fisiche oggetivo e verificabile.Se volessimo fare le olimpiadi dell’intelletto invece ci macherebbero le unità di misura necessarie per stabilire chi salta più in alto.Io sono pronto a scommettere che il pigmento della pelle non comporta alcuna differenza in termini di sviluppo del sistema nervoso.Chiudo dicendo che, a questo punto, poco importa che tesi della superiorità intelletuale dei bianchi sui neri fosse tua o meno, visto che provi a difenderla (sic..).
    Registro con piacere che almeno su Matarrese siamo daccordo.
    Ciao

  6. Unonessuno Dice:

    Ti faccio anche notare che nella maggior parte dei casi gli omini che hanno elaborato i criteri di misura e le scienze naturali e umane, come dici tu, non erano solo bianchi ma anche maschi.
    Vuoi forse sottointendere una superiorità intelletuale del maschio sulla femmina ?

  7. carlomelina Dice:

    @ 1nessuno
    Ovvio, “qualunquizzavo”.
    Non credo esista “oggettività” nelle competizioni atletiche, come non credo che le olimpiadi dell’intelletto possano stabilire chi sia intellettualmente più dotato fra omini bianchi e neri. Forse, per rendere meglio l’idea, (anzi, senza forse, correggo il post), avrei dovuto mettere in bocca all’interlocutore “B” che i bianchi sono “culturalmente” e non “intellettualmente” più “forti”.

    Faccio l’avvocato del diavolo.

    Omino meglio di donnina? Ho forse mai detto che gli uomini sono fisicamente più deboli delle donne?

  8. Ilaria Dice:

    tutto sta in quella parola barrata e sostituita…

  9. raser Dice:

    Come fai a misurare la superiorità di una cultura rispetto ad un’altra? Le culture sono diverse fra loro, ma non comparabili come si può fare per la lunghezza di un salto o il tempo necessario a percorrere 100 m. Secondo la nostra cultura è migliore chi rispetta le libertà altrui, secondo altre culture è migliore chi pratica e impone la “legge divina”…al limite si può questionare sulla possibilità di convivenza di culture diverse, ma non sulla superiorità dell’una o dell’altra.

  10. Carmine Dice:

    Caro Carlo non entro nel merito delle tue dispute, ( opinabili o meno) ma su un certo qualunquismo della neutralità delle posizioni. Come è possibile che delle culture vengano rispettate come altre, esiste una equidistanza? Una neutralità? Non è forse lo stesso concetto di neutralità un prerequisito ideologico di una moderna cultura occidentale?
    Una certa retorica banale del riconoscimento paritetico mi inducono a pensare che relativismo delle gerarchie corrisponda al nichilismo sostanziale, che una sana e benefica teoria della relatività cognitiva (congetture e confutazioni) venga confusa con il relativismo materiale: tutto è cultura, tutto è lecito, si rispetta tutto in quanto è il rispetto il metron del dialogo e non tanto ciò che si dice e si fa. Quasi fosse possibile fissare delle regole arbritrali della comunicazione ( che confusione ha compiuto Apel e lo stesso Habermas) senza tenere conto della sostanza del linguaggio e degli atti. E allora nasce il caos, tutto ciò che è rispettabile è praticabile, tutto ciò che è umano è divinamente sacro! E allora in nome del rispetto, dell’uguaglianza si giustificano terrorismo, infibulazione, culture cannibali, localismo xenofobo. Ma esiste un misura dell’essenza umana, un che cosa del fare? L’occidente davvero non ama più se stesso!

  11. carlomelina Dice:

    Il post era una provocazione, al solito - non a caso in forma dialogica.

    @ raser
    Carmine ha eccellentemente chiuso la discussione, rispondendo anche a te.

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